Commento al Vangelo del giorno: 12 Agosto 2017 – Abbiamo fede?

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinò a Gesù un uomo che gli si gettò in ginocchio e disse: «Signore, abbi pietà di mio figlio! È epilettico e soffre molto; cade spesso nel fuoco e sovente nell’acqua. L’ho portato dai tuoi discepoli, ma non sono riusciti a guarirlo».
E Gesù rispose: «O generazione incredula e perversa! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo qui da me». Gesù lo minacciò e il demonio uscì da lui, e da quel momento il ragazzo fu guarito.
Allora i discepoli si avvicinarono a Gesù, in disparte, e gli chiesero: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli rispose loro: «Per la vostra poca fede. In verità io vi dico: se avrete fede pari a un granello di senape, direte a questo monte: “Spòstati da qui a là”, ed esso si sposterà, e nulla vi sarà impossibile».

 

Lettura

L’episodio narrato da Matteo, nel brano che la liturgia ci propone oggi, ha un suo parallelo nel Vangelo di Marco, dove il miracolo compiuto è descritto in modo più partico­lareggiato. Matteo invece ne prende spunto per sottolinea­re piuttosto la questione della mancanza di fede. Alla do­manda dei suoi discepoli circa il motivo del loro insuccesso, infatti, il Maestro risponde che è stato per la loro poca fede che non sono riusciti a scacciare il demonio.

 

Medita

Il rimprovero di Gesù, evidentemente, non è rivolto al padre del ragazzo, quanto ai suoi di­scepoli i quali, pur stando vicino a lui e avendone ap­presi gli insegnamenti, non hanno ancora abbastanza fede per scacciare il demonio nel suo nome. Eviden­temente quella dei discepoli è davvero poca, se Gesù dice che essa non arriva nemmeno alla grandezza di un granello di senape. Ma si può misurare la fede che si ha? In realtà si deve capire che essa non è qualcosa che si ottiene una volta per tutte: è un dinamismo, è un’amicizia che cresce o decresce continuamente, in base alle nostre scelte. Di solito, si vede quanto la nostra fede è forte soprattutto nelle avversità e nelle contrarietà: è lì che manifestiamo veramente quanta capacità abbiamo di fidarci di Dio e di abbandonarci fiduciosamente tra le sue braccia amorevoli.