Commento al Vangelo del giorno – 12 agosto – Due facce della stessa medaglia

Venerdì 12 agosto

pietra scartata

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, si avvicinarono a Gesù alcuni farisei per metterlo alla prova e gli chiesero: «È lecito a un uomo ripudiare la propria moglie per qualsiasi motivo?».
Egli rispose: «Non avete letto che il Creatore da principio li fece maschio e femmina e disse: “Per questo l’uomo lascerà il padre e la madre e si unirà a sua moglie e i due diventeranno una sola carne”? Così non sono più due, ma una sola carne. Dunque l’uomo non divida quello che Dio ha congiunto».
Gli domandarono: «Perché allora Mosè ha ordinato di darle l’atto di ripudio e di ripudiarla?».
Rispose loro: «Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli; all’inizio però non fu così. Ma io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di unione illegittima, e ne sposa un’altra, commette adulterio».
Gli dissero i suoi discepoli: «Se questa è la situazione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi».
Egli rispose loro: «Non tutti capiscono questa parola, ma solo coloro ai quali è stato concesso. Infatti vi sono eunuchi che sono nati così dal grembo della madre, e ve ne sono altri che sono stati resi tali dagli uomini, e ve ne sono altri ancora che si sono resi tali per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca».


 

Medita

Il matrimonio e il celibato per il regno idei cieli sono come le due facce di una stessa me­daglia. Essi sono vie complementari per esprimere al massimo la potenzialità d’amore che ciascuno di noi porta nel cuore. Quest’amore per Dio ci chiama a concretizzare in uno stato di vita stabile la nostra donazione a lui. Nel matrimonio tale donazione av­viene attraverso l’amore fedele e definitivo a una creatura, nel celibato consacrato attraverso l’offerta di sé a Dio; in ogni caso. quello che devi ricordare è che, al di là della via che hai scelto, ciò che è im­portante è l’amore che metti per vivere la tua scelta. Dio non sa che farsene di coloro che senza gioia e stancamente — quasi annoiati — vivono la loro scelta senza sapere più né perché e né per chi lo fanno. La loro è una vita sterile e senza senso.