Commento al Vangelo del giorno – 12 Dicembre – i discepoli compresero!

Il Vangelo di oggi: Mt 17,10-13

gesu discepoliMentre scendevano dal monte, i discepoli domandarono a Gesù: «Perché dunque gli scribi dicono che prima deve venire Elìa?». Ed egli rispose: «Sì, verrà Elìa e ristabilirà ogni cosa. Ma io vi dico: Elìa è già venuto e non l’hanno riconosciuto; anzi, hanno fatto di lui quello che hanno voluto. Così anche il Figlio dell’uomo dovrà soffrire per opera loro». Allora i discepoli compresero che egli parlava loro di Giovanni il Battista.

Commento al Vangelo di oggi:

Giovanni, il figlio del sacerdote Zaccaria lascia un segno profondo nella storia dell’umanità, un segno più profondo della depressione del fiume Giordano. Gesù, «l’Agnello di Dio», il «figlio di Maria», cambia invece completamente la nostra storia. Gesù battezza gli uomini più che in acqua, in Spirito Santo e fuoco. Il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo sono presenti all’appuntamento del Giordano. E da allora Gesù rivela Dio Trinità, mistero di luce che risplende su noi uomini e ci salva.

Le notti di dicembre sono fredde e affollate di stelle. Sembra che in questo mese in cui il buio scende presto sulla terra, esse si diano tutte insieme appuntamento per ritrovarsi a far quattro chiacchiere e rischiarare i passi di chi cammina in una strada senza lampioni. Così, passando lungo i margini dei sentieri non è raro in queste notti, dove i pastori si radunano al termine della giornata, vedere i fuochi accesi tra l’erba ingiallita dei prati, immersi nel sonno invernale. Sembra di tornare indietro nel tempo, in un’epoca in cui la televisione nemmeno si sapeva che cosa fosse e la povertà la faceva da padrona. Allora gli abitanti delle vecchie cascine si riunivano con tutta la famiglia attorno al fuoco, dove si raccontavano gli aneddoti di paese mescolati alle storie di paura, ma soprattutto si sgranavano interi rosari, con le Ave Marie recitate in fretta e intercalate, di quando in quando, da una carezza ai bambini o uno sguardo di rimprovero ai giovani irrequieti, desiderosi di scappare con gli amici o con la fidanzata a cui dedicare una dolce serenata. Il fuoco diventava cosi l’amico più caro, con le sue fiamme rosse e gialle che si ergevano sopra i ceppi di che creava nella casa, per quanto povera e spoglia, un clima in cui la saggezza dei vecchi incontrava le curiosità dei bimbi. Penso spesso che la preghiera sia simile al fuoco, che illumina, riscalda, brucia, trasforma e annuncia nella casa una presenza. Come il Battista, Elia, forte come il fuoco, è venuto “per ricondurre il cuore dei padri verso i figli” e, grazie ai profeti come lui, ancora oggi annunciamo il Regno di Dio.