Commento al Vangelo del giorno: 12 Febbraio 2018 – Il segno più potente

Il Vangelo di oggi: Mc 8,11-13

Allora vennero i farisei e incominciarono a discutere con lui, chiedendogli un segno dal cielo, per metterlo alla prova. Ma egli, traendo un profondo sospiro, disse: «Perché questa generazione chiede un segno? In verità vi dico: non sarà dato alcun segno a questa generazione». E lasciatili, risalì sulla barca e si avviò all’altra sponda.

Contemplo:

Chiedi a Dio la sapienza
«Se qualcuno di voi è privo di sapienza, la domandi a Dio, che dona a tutti con semplicità e senza condizioni, e gli sarà data» (Gc 1,5). San Giacomo parla qui della sapienza che «viene dall’alto» (Gc 3,17), una sapienza pura, pacifica, mite, piena di misericordia. Questa è la vera sapienza dei fedeli di Cristo: se la chiediamo con fede al Signore, egli senz’altro ce la darà, affinché possiamo portare i buoni frutti della carità.

Commento al Vangelo del giorno:

L’amore è il segno più potente che noi possiamo esprimere. Da esso siamo chiamati ad uscire da noi stessi ed a saper generare sempre vita, anche nel dolore. Anzi, l’amore è una medicina che sa guarire il corpo, a partire dall’anima. Leggete questa storia e ve ne convincerete. Una giovane madre era in attesa del secondo figlio. Quando seppe che era una bambina, insegnò al suo bambino primogenito, che si chiamava Michele, ad appoggiare la testolina sulla sua pancia tonda, e cantare insieme a lei una «ninna nanna» alla sorellina che doveva nascere. La canzoncina, che faceva «Stella stellina, la notte si avvicina…», piaceva tantissimo al bambino, che la cantava più volte. Il parto però fu prematuro e complicato. La neonata fu messa in una incubatrice per cure intensive. I genitori trepidanti furono preparati al peggio: la loro bambina aveva pochissime probabilità di sopravvivere. Dopo una settimana, la neonata si aggravò ancor di più. La mamma allora decise di portare Michele nel reparto di terapia intensiva della maternità. Un’infermiera cercò di impedirlo, ma la donna era decisa ed accompagnò il bambino dove la piccola lottava per la vita. Vicino al lettino della sorellina, Michele istintivamente avvicinò il suo volto a quello della neonata e cominciò a cantare sottovoce: «Stella stellina… ». La neonata reagì immediatamente. Cominciò a respirare serenamente, senz’affanno. Con le lacrime agli occhi, la mamma disse: «Continua, Michele, continua!». Il bambino continuò. La bambina cominciò a muovere le braccine. La mamma e il papà piangevano e ridevano nello stesso tempo, mentre l’infermiera incredula fissava la scena a bocca aperta.