Commento al Vangelo del giorno – 12 Febbraio

Il Vangelo di oggi: Mt 9, 14-15

fariseiIn quel tempo, si avvicinarono a Gesù i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché noi e i farisei digiuniamo molte volte, mentre i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto finché lo sposo è con loro? Ma verranno giorni quando lo sposo sarà loro tolto, e allora digiuneranno».

Commento al Vangelo di oggi:

«Cercate il bene e non il male, se volte vivere, e il Signore sarà con voi» (Canto al Vangelo). Se cerchiamo sinceramente il nostro vero bene, che è quello di seguire la volontà di Dio, allora resteremo con il Signore, e il Signore sarà il nostro aiuto. Siamo gli amici dello Sposo, coloro che lo seguono e ne ascoltano la voce, questa è la nostra natura più intima e vera. Non siamo fatti per essere abbandonati da soli in questo mondo, ma per gioire insieme con lui per tutta l’eternità.

In una bella omelia Papa Francesco afferma che “Questa parola ‘amore’ è una parola che si usa tante volte e non si sa, quando si usa, cosa significhi esattamente. Cosa è l’amore? Delle volte pensiamo all’amore delle telenovele, no, quello non sembra amore. O l’amore può sembrare un entusiasmo per una persona e poi… si spegne. Da dove viene il vero amore? Chiunque ama è stato generato da Dio, perché Dio è amore. Non dice: ‘Ogni amore è Dio’, no: Dio è amore. Giovanni sottolinea una caratteristica dell’amore di Dio: ama “per primo”. Ne è una prova la scena del Vangelo della moltiplicazione dei pani, proposta dalla liturgia: Gesù guarda la folla e ne “ha compassione”, il che non è la stessa cosa che avere pena. Perché l’amore che Gesù nutre per le persone che lo circondano lo porta a ‘patire con’ loro, a coinvolgersi nella vita della gente. E questo amore di Dio, mai preceduto dall’amore dell’uomo, conta mille esempi, da Zaccheo, a Natanaele, al figliol prodigo. Quando noi abbiamo qualcosa nel cuore e vogliamo chiedere perdono al Signore, è Lui che ci aspetta per dare il perdono. Quest’Anno della Misericordia un po’ è anche questo: che noi sappiamo che il Signore ci sta aspettando, ognuno di noi. Perché? Per abbracciarci. Niente di più. Per dire: ‘Figlio, figlia, ti amo. Ho lasciato che crocifiggessero mio Figlio per te; questo è il prezzo del mio amore’. Questo è il regalo di amore. Il Signore mi aspetta, il Signore vuole che io apra la porta del mio cuore: questa certezza si deve averla “sempre”. E se sorgesse lo scrupolo di non sentirsi degni dell’amore di Dio, è meglio perché Lui ti aspetta, così come tu sei, non come ti dicono ‘che si deve fare’”. Dell’amore, perciò, non si può fare a meno