Commento al Vangelo del giorno: 12 Giugno 2018 – Il nostro scopo è dare sapore

Il Vangelo di oggi: Mt 5,13-16

felicita-cristianaIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato? A null’altro serve che ad essere gettato via e calpestato dalla gente. Voi siete la luce del mondo; non può restare nascosta una città che sta sopra un monte, né si accende una lampada per metterla sotto il moggio, ma sul candelabro, e così fa luce a tutti quelli che sono nella casa. Così risplenda la vostra luce davanti agli uomini, perché vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».

Contemplo:

Una dimenticanza
Sai bene che Gesù il Cristo è venuto per tutti, non soltanto per alcuni; risorto, è unito senza eccezione ad ogni essere umano. Dio ha deposto in te questa universalità del cuore. Lascerai che dentro di te cresca una vita interiore che non ha né inizio né fine? In essa raggiun gi la gioia evangelica; in essa affondano le radici della solidarietà umana. La “dimenticanza” di te stesso, il disinteresse, ti daranno la possibilità di tenere duro nel bel mezzo delle situazioni della famiglia umana con i loro flussi e riflussi.

Commento al Vangelo del giorno:

Qual è lo scopo del nostro “esserci” come cristiani? Qual è lo scopo del nostro “esserci” in politica? O a scuola? O in un ospedale? O in un quartiere? Gesù lo spiega nel Vangelo di oggi: «Voi siete il sale della terra… Voi siete la luce del mondo». Il nostro scopo è quello di dare sapore, gusto, senso alle cose. Il nostro scopo è tenere accesa la luce quando invece il buio vuole fare da padrone. Un cristiano si occupa di insaporire le cose, di illuminarle, e non di comportarsi come una qualsiasi altra persona o lobby di potere. Il nostro “esserci” deve far cambiare le cose in termini di qualità, non di quantità. Un ospedale non deve essere convertito: deve diventare un ottimo ospedale proprio perché ci lavorano dei cristiani. Una scuola non deve essere travestita da aula di catechismo, ma deve diventare una scuola dove si educa all’umano e non dove si indottrina (cosa che capita molto spesso proprio in nome della laicità). Una politica deve diventare la «più alta forma di carità » (Paolo VI) e non lo sbarco del lunario dove si fa incetta di privilegi e vantaggi. Se noi smettiamo di essere «sale» e «luce» non serviamo a nulla se non a essere buttati via. Un cristiano che non fa questo è teologicamente spazzatura. E non spazzatura qualunque, ma spazzatura che inquina. E il mondo è già pieno di discariche simili. Invece: «Vedano le vostre opere buone e rendano gloria al Padre vostro che è nei cieli».