Commento al Vangelo del giorno – 12 Luglio – Guai a te!

Il Vangelo di oggi: Mt 11,20-24

sodoma e gomorraIn quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù non condanna le agglomerazioni cittadine in cui regna disordine e malavita, perché è venuto a salvare ogni condizione umana che si crede «innalzata fino al cielo» dalla presunzione o «precipitata nell’abisso» dalla discordia. Gesù ci insegna che i suoi «Guai a voi!», di stile profetico, sono rivolti a tutti coloro che non si accorgono del miracolo dell’Amore di Dio e non vedono il disastro che il peccato fa nel cuore di chi non ascolta la voce di Dio.

La maggior parte dei miracoli compiuti da Gesù non erano stati accolti dagli uomini fino a giungere a credere in lui. La durezza di cuore di molti degli abitanti delle città visitate dal Maestro aveva reso sterile l’opera del Signore. Egli era passato attraverso le loro vite, ma essi non l’accolsero. Sodoma e Gomorra erano considerate dagli ebrei dell’epoca come le città del vizio per eccellenza. Erano centri di corruzione e depravazione. Luoghi dove si coltivava ogni vizio e peccato. Tuttavia, il peccato più grave è non accogliere Gesù. Per questo Sodoma e Gomorra avranno un giudizio più sopportabile. Passando per Cafarnao, Betsaida e Corazin, Gesù bussò alle porte delle loro case, camminò per le loro strade, predicò nelle loro sinagoghe, guarì malati, moltiplicò pani… Nulla di tutto questo fu sufficiente a far breccia nei loro cuori di pietra. Noi, a distanza di duemila anni, possiamo anche giudicare duramente i contemporanei di Gesù, oltre che giustificarci. “Se noi avessimo visto i miracoli, mangiato quei pani.., sì, avremmo creduto”. No, non dobbiamo ingannarci. Non siamo diversi dai contemporanei di Gesù, perché non sono i miracoli ciò che conta, ma la docilità del cuore con cui vengono accolti. Gesù passa anche ora nella nostra vita. Parla ai nostri cuori. Ci suggerisce come agire, cosa dire o tacere per non offendere nessuno. Ci chiede di vivere la carità con tutti, amici e nemici… Come lo accogliamo? Quale effetto ha la sua parola sulla nostra vita?