Commento al Vangelo del giorno – 12 Maggio – Padre, il mondo non ti ha conosciuto

Il Vangelo di oggi: Gv 17,20-26

gesu pregaIn quel tempo, [Gesù, alzàti gli occhi al cielo, pregò dicendo:] «Non prego solo per questi, ma anche per quelli che crederanno in me mediante la loro parola: perché tutti siano una sola cosa; come tu, Padre, sei in me e io in te, siano anch’essi in noi, perché il mondo creda che tu mi hai mandato. E la gloria che tu hai dato a me, io l’ho data a loro, perché siano una sola cosa come noi siamo una sola cosa. Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo conosca che tu mi hai mandato e che li hai amati come hai amato me. Padre, voglio che quelli che mi hai dato siano anch’essi con me dove sono io, perché contemplino la mia gloria, quella che tu mi hai dato; poiché mi hai amato prima della creazione del mondo. Padre giusto, il mondo non ti ha conosciuto, ma io ti ho conosciuto, e questi hanno conosciuto che tu mi hai mandato. E io ho fatto conoscere loro il tuo nome e lo farò conoscere, perché l’amore con il quale mi hai amato sia in essi e io in loro».

Commento al Vangelo del giorno:

La preghiera di Gesù al Padre è questa: «Padre, dona la tua buona volontà, la tua vita divina alla Chiesa, all’universalità degli uomini, attraverso il dono dello Spirito che è amore». La vita di Gesù nella gloria della croce, nella risurrezione, e in cielo alla destra del Padre, assicura all’umanità che la sua forza divina sarà sempre presente nella Chiesa, con l’amore.

Ecco la domanda che mi sono fatta dopo aver letto il Vangelo odierno: perché Gesù ci tiene tanto all’unità dei cuori quando in realtà siamo tutti diversi? Poi ho riletto il brano della prima lettera ai Corinti scritta da san Paolo che trascrivo: “Come infatti il corpo, pur essendo uno, ha molte membra e tutte le membra, pur essendo molte, sono un corpo solo, così anche Cristo. E in realtà noi tutti siamo stati battezzati in un solo Spirito per formare un solo corpo, Giudei o Greci, schiavi o liberi; e tutti ci siamo abbeverati a un solo Spirito. Ora il corpo non risulta di un membro solo, ma di molte membra. Se il piede dicesse: «Poiché io non sono mano, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. E se l’orecchio dicesse: «Poiché io non sono occhio, non appartengo al corpo», non per questo non farebbe più parte del corpo. Se il corpo fosse tutto occhio, dove sarebbe l’udito? Se fosse tutto udito, dove l’odorato? Ora, invece, Dio ha disposto le membra in modo distinto nel corpo, come egli ha voluto. Se poi tutto fosse un membro solo, dove sarebbe il corpo? Invece molte sono le membra, ma uno solo è il corpo. Non può l’occhio dire alla mano: «Non ho bisogno di te»; né la testa ai piedi: «Non ho bisogno di voi». Anzi quelle membra del corpo che sembrano più deboli sono più necessarie; e quelle parti del corpo che riteniamo meno onorevoli le circondiamo di maggior rispetto, e quelle indecorose sono trattate con maggior decenza, mentre quelle decenti non ne hanno bisogno. Ma Dio ha composto il corpo, conferendo maggior onore a ciò che ne mancava, perché non vi fosse disunione nel corpo, ma anzi le varie membra avessero cura le une delle altre. Quindi se un membro soffre, tutte le membra soffrono insieme; e se un membro è onorato, tutte le membra gioiscono con lui. Ora voi siete corpo di Cristo e sue membra, ciascuno per la sua parte”. Ma, per quanto interessante, san Paolo non mi ha offerto una risposta esaustiva. Però san Paolo mi ha ricordato l’immagine di un mosaico. Esso è composto da centinaia di tesserine diverse nel colore, nel disegno, nella forma, e se manca anche solo una tesserina piccola il mosaico non è completo. Per Gesù sono importanti tutti i colori, tutti i disegni, tutte le forme, ciascuno con il suo riflesso. Ma il mosaico non sta insieme da solo. Ci vuole perlomeno un cartone sopra di cui incollare le tessere, e questo cartone lo possiamo identificare con la Chiesa, dentro la quale abbiamo la dignità, in Cristo, di vivere da figli di Dio.