• Home »
  • Vangelo di oggi »
  • Commento al Vangelo del giorno – 12 Settembre – Perché mi invocate: Signore, Signore! e non fate quello che dico?

Commento al Vangelo del giorno – 12 Settembre – Perché mi invocate: Signore, Signore! e non fate quello che dico?

Il Vangelo di oggi: Lc 6,43-49

albero da fruttoIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo, né vi è d’altronde albero cattivo che produca un frutto buono. Ogni albero infatti si riconosce dal suo frutto: non si raccolgono fichi dagli spini, né si vendemmia uva da un rovo. L’uomo buono dal buon tesoro del suo cuore trae fuori il bene; l’uomo cattivo dal suo cattivo tesoro trae fuori il male: la sua bocca infatti esprime ciò che dal cuore sovrabbonda. Perché mi invocate: “Signore, Signore!” e non fate quello che dico? Chiunque viene a me e ascolta le mie parole e le mette in pratica, vi mostrerò a chi è simile: è simile a un uomo che, costruendo una casa, ha scavato molto profondo e ha posto le fondamenta sulla roccia. Venuta la piena, il fiume investì quella casa, ma non riuscì a smuoverla perché era costruita bene. Chi invece ascolta e non mette in pratica, è simile a un uomo che ha costruito una casa sulla terra, senza fondamenta. Il fiume la investì e subito crollò; e la distruzione di quella casa fu grande».

Commento al Vangelo del giorno:

Il nome di Maria dice: «Signora, Amata da Dio», o come scrivono Isidoro di Siviglia e Beda, «Stella del mare!». «Nei pericoli, nelle difficoltà, nei dubbi, pensa a Maria, invoca Maria! Il suo nome non si allontani dalla tua bocca, non si allontani dal tuo cuore e per ottenere l’aiuto della sua preghiera, non tralasciare di seguire l’esempio della sua condotta di vita. Sperimenterai in te stesso quanto giustamente sia stato detto: “E il nome della Vergine era Maria”»

Come spesso accade, le parole di Gesù possono aiutarci a compiere una verifica del nostro essere suoi discepoli. Il vero cristiano può essere riconosciuto dalle azioni che compie e che l’evangelista aveva indicato nei versetti precedenti, vale a dire l’insegnamento dell’amore ai nemici e della generosità verso il prossimo. A chi sente di essere una pianta cattiva che produce frutti cattivi, l’unico rimedio per tornare ad essere fedele discepolo di Gesù è accettare di essere innestato nell’albero buono che produce frutti buoni, l’albero della misericordia di Dio: la croce di Cristo. L’essere vero cristiano si valuta solo dalla bontà del cuore, dalla bontà d’animo che si manifesta attraverso l’amore concreto per il prossimo, un’amore che alle parole fa seguire i fatti. L’autentico discepolo di Gesù è colui che vive ed opera come Cristo. La parabola della casa costruita sulla roccia conclude nel modo migliore tutto il discorso. La salvezza non consiste solo nel riconoscere Gesù come “il Signore”, ma anche nel compiere la sua volontà. Dalla parola ascoltata, accolta e custodita gelosamente nel cuore, scaturiscono le opere buone della fede. Il cristiano che vive radicato e fondato nella fede nutrendo salde e profonde convinzioni che si traducono in un serio impegno di vita, non teme di crollare davanti alle contrarietà e alle prove. Un cristianesimo fatto solo di belle parole, di bei gesti, di belle celebrazioni liturgiche, non resiste alle immancabili persecuzioni e alle avversità della vita.