Commento al Vangelo del giorno: 13 Agosto 2019 – Nessuno deve perdersi

Mercoledì 14 agosto 2019
Dt 34, 1-12; Sal 65
Vangelo secondo Matteo (18, 15-20)

Preghiera Iniziale

Benedirò il Signore in ogni tempo,
sulla mia bocca sempre la sua lode.
Io mi glorio nel Signore:
i poveri ascoltino e si rallegrino.
Magnificate con me il Signore,
esaltiamo insieme il suo nome.
Venite, figli, ascoltatemi:
vi insegnerò il timore del Signore.
Chi è l’uomo che desidera la vita
e ama i giorni in cui vedere il bene?
Custodisci la lingua dal male,
le labbra da parole di menzogna.
Sta’ lontano dal male e fa’ il bene,
cerca e persegui la pace.
(Salmo 33)

Ascolta – Vangelo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Se il tuo fratello commetterà una colpa contro di te, va’ e ammoniscilo fra te e lui solo; se ti ascolterà, avrai guadagnato il tuo fratello; se non ascolterà, prendi ancora con te una o due persone, perché ogni cosa sia risolta sulla parola di due o tre testimoni. Se poi non ascolterà costoro, dillo alla comunità; e se non ascolterà neanche la comunità, sia per te come il pagano e il pubblicano. In verità io vi dico: tutto quello che legherete sulla terra sarà legato in cielo, e tutto quello che scioglierete sulla terra sarà sciolto in cielo.
In verità io vi dico ancora: se due di voi sulla terra si metteranno d’accordo per chiedere qualunque cosa, il Padre mio che è nei cieli gliela concederà. Perché dove sono due o tre riuniti nel mio nome, lì sono io in mezzo a loro».

 

Medita la Parola

La misericordia di Dio non accetta la perdi­ta giustificata da un guadagno maggiore: va in cerca dell’unica pecora sperduta rischiando le altre novantanove. Nessuno deve perdersi; tan­to meno i piccoli, gli smarriti di oggi, gli indife­si, chi non ha risorse. Gesù indica che convertirsi è diventare come bambini: non incita a un infantilismo di ritor­no purtroppo abbastanza diffuso, mancanza di responsabilità, superficialità, dipendenze; chie­de piuttosto la capacità di affidamento, il rico­noscersi bisognosi dell’altro, di chi mantiene in vita. La piccolezza da ricercare è questa umiltà che invoca la cura di Dio. Ecco il cuore del Padre misericordioso: cura per i piccoli, per i figli. Non disprezziamo gli ul­timi, ma cerchiamoli. Imitiamo il Padre e acco­gliamo i fratelli.

 

Contemplo

Il Vangelo è il libro della vita del Signore. È fatto per diventare il libro della nostra vita. Non è fatto per essere compreso, ma per accostar­visi come alla soglia del mistero. Non è fatto per essere letto, ma per essere accolto dentro di noi. Ciascuna delle sue parole è spirito e vita. Agili e li­bere, esse non attendono altro che il desiderio profon­do della nostra anima per fondersi con lei. Vive, so­no come il lievito iniziale che attaccherà la nostra pa­sta e la farà fermentare in uno stile di vita nuovo. […] Le parole del Vangelo ci plasmano, ci trasforma­no, ci assimilano a sé. Le parole del Vangelo sono miracolose. Se non ci trasformano, è perché non chiediamo loro di trasfor­marci. Ma in ogni frase di Gesù e in ciascuno dei suoi esempi permane la virtù folgorante che guariva, puri­ficava, risuscitava. A condizione di stare di fronte a lui come il paralitico o il centúrione: agire immediata­mente con assoluta obbedienza. Madeleine Delbrél

 

Per Riflettere e Preghiera Finale

L’essenza dell’amore scambievole non consiste nel fatto che nessuno ci rechi dispiaceri — il che è impossibile vivendo insieme con altre persone — ma che impariamo a perdonarci l’un l’altro in modo sempre più perfetto, immediatamente e completamente. (San Massimiliano Kolbe)

Ti adoro, o Padre nostro celeste, poiché hai deposto nel grembo purissimo di Maria il Tuo Figlio unigenito. Ti adoro, o Figlio di Dio, poiché Ti sei degnato di entrare nel grembo di Maria e sei diventato vero, reale Figlio Suo. Ti adoro, o Spirito Santo, poiché Ti sei degnato di formare nel grembo Immacolato di Maria  il corpo del Figlio di Dio.  Ti adoro, o Trinità Santissima, o Dio uno nella Santa Trinità,  per aver nobilitato l’Immacolata in un modo così divino.  (San Massimiliano Kolbe)