Commento al Vangelo del giorno: 13 Luglio 2018 – Essere pecore fino in fondo

Il Vangelo di oggi: Mt 10,16 – 23

come pecore in mezzo ai lupiIn quel tempo, disse Gesù ai suoi apostoli:«Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi; siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe. Guardatevi dagli uomini, perché vi consegneranno ai tribunali e vi flagelleranno nelle loro sinagoghe; e sarete condotti davanti a governatori e re per causa mia, per dare testimonianza a loro e ai pagani. Ma, quando vi consegneranno, non preoccupatevi di come o di che cosa direte, perché vi sarà dato in quell’ora ciò che dovrete dire: infatti non siete voi a parlare, ma è lo Spirito del Padre vostro che parla in voi.Il fratello farà morire il fratello e il padre il figlio, e i figli si alzeranno ad accusare i genitori e li uccideranno. Sarete odiati da tutti a causa del mio nome. Ma chi avrà perseverato fino alla fine sarà salvato. Quando sarete perseguitati in una città, fuggite in un’altra; in verità io vi dico: non avrete finito di percorrere le città d’Israele, prima che venga il Figlio dell’uomo».

Contemplo:

Il culmine
Abbiamo bisogno di tutta la grazia dello Spirito santo per entrare al di là di ogni saggezza umana in questo che è il mistero della croce. L’operare di Dio sulla terra ha il culmine nella croce, nella sconfitta, nel fallimento. Noi invece pensiamo sempre istintivamente alla riuscita, al risultato come al metro del nostro operare, e quando non abbiamo risposta alle nostre aspettative ci turbiamo, ci allarmiamo, ci autoaccusiamo e accusiamo gli altri. Quando contempliamo nella sua purezza il mistero e la proclamazione della croce, ci sentiamo mancare il respiro e domandiamo:” Signore, dove ci vuoi portare? E che cosa è il nostro sforzo, a cosa serve? Perché ci adoperiamo e ci impegniamo? E che senso hanno tutte le nostre fatiche, le nostre programmazioni?”.

Commento al Vangelo del giorno:

“Ecco: io vi mando come pecore in mezzo a lupi”.
Chi prende sul serio il Vangelo e si sforza di viverlo, comincia davvero a sentirsi una pecora sotto assedio dei lupi. Perché il mondo ragiona con la logica dei lupi. E il lupo solitamente le pecore se le mangia. Eppure Cristo non ci domanda di fingere di essere delle pecore travestite da lupi, ma ci chiede di essere pecore fino in fondo. Pecore non nel senso negativo del termine, ma pecore nel senso più bello, cioè disarmati, semplici, autentici, diretti, mansueti ma allo stesso tempo sicuri, sereni e forti perché sappiamo di avere un Pastore che ci difende a oltranza e che non ha risparmiato nemmeno la sua vita davanti al morso letale di quel lupo che si chiama morte. Ma il fatto di sentirci protetti non ci esime dal fare la nostra parte. Semplici sì, ma non sprovveduti. Ecco perché Gesù aggiunge quel binomio bellissimo che ogni cristiano dovrebbe incidere a fuoco nel proprio cuore:”Siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe”. Chi è solo semplice si comporta come un ingenuo, e l’ingenuità a volte è pericolosissima. Chi è solo prudente rischia di trasformare la propria prudenza in diffidenza, in sfiducia, in cattiveria. Non sprovveduti, non diffidenti, ma semplicemente prudenti. Praticamente: pecore intelligenti.