Commento al Vangelo del giorno: 13 Novembre 2018 – Essere del Signore

Il Vangelo di oggi: Lc 17, 7-10

“Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”

cieloIn quel tempo, Gesù disse: «Chi di voi, se ha un servo ad arare o a pascolare il gregge, gli dirà, quando rientra dal campo: “Vieni subito e mettiti a tavola”? Non gli dirà piuttosto: “Prepara da mangiare, strìngiti le vesti ai fianchi e sérvimi, finché avrò mangiato e bevuto, e dopo mangerai e berrai tu”? Avrà forse gratitudine verso quel servo, perché ha eseguito gli ordini ricevuti? Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”».

Contemplo.

In modo unico:
Non c’è nulla per il cristiano che non abbia senso e rapporto con il suo Signore, proprio perché lo Spirito di Cristo riempie la sua esistenza, essendo inserito nel cuore della persona umana. Ogni uomo realizza in modo unico la propria salvezza nella risposta unica che lui solo può dare all’appello di Dio nella rivelazione del Cristo. Questa singolarità è la ricchezza fondamentale di ogni persona umana ed è il segno più chiaro di una presenza personale e personalizzante dello Spirito nell’uomo. L’anelito impellente di ogni uomo a diventare persona e a vivere nella libertà la propria vita è esigenza presente nel cuore di ogni uomo e insieme è frutto della chiamata di Dio.

Commento al Vangelo del giorno:

Così anche voi, quando avrete fatto tutto quello che vi è stato ordinato, dite: “Siamo servi inutili. Abbiamo fatto quanto dovevamo fare”. La faccenda dei servi inutili rimane una visuale privilegiata sulla nostra vita, perché ci costringe ad ammettere che ciò che conta o è inutile o non è. Se noi amiamo per essere riamati, se noi siamo onesti per ricevere un “bravo”, allora quello che facciamo lo facciamo per un utile. Ma se, per il lavoro o per l’onestà, la cosa ci turba poco, quando invece pensiamo all’amore crediamo che ciascuno di noi voglia sentirsi amato senza nessun tipo di commercio, senza nessun tipo di utile. Ognuno di noi vorrebbe essere amato non per ciò che dà in contraccambio, ma semplicemente per ciò che è. Ciò che conta o è “inutile”, cioè senza utile oppure è una delle tante dinamiche del mondo che chiede il conto alla fine. Gesù insiste nel dire che il nostro essere cristiani è un cercare di essere quanto più inutili possibile, cioè quanto più gratuiti possibile. Se uno di noi presenta il conto alla fine di ciò che ha fatto (fosse anche il desiderio di un grazie), allora non è più come dovrebbe. Dobbiamo imparare a essere felici della nostra “inutilità”, felici proprio quando nessuno ci ripagherà per il bene o l’amore che abbiamo fatto o che ci abbiamo messo. Questo dice che siamo del Signore.