Commento al Vangelo del giorno: 14 Ottobre 2019 – “Le nostre zone d’ombra”

Il Vangelo di oggi: Lc 11,29-32:

“Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona”

cattiveriaIn quel tempo, mentre le folle si accalcavano, Gesù cominciò a dire: «Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona. Poiché, come Giona fu un segno per quelli di Nìnive, così anche il Figlio dell’uomo lo sarà per questa generazione. Nel giorno del giudizio, la regina del Sud si alzerà contro gli uomini di questa generazione e li condannerà, perché ella venne dagli estremi confini della terra per ascoltare la sapienza di Salomone. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Salomone. Nel giorno del giudizio, gli abitanti di Nìnive si alzeranno contro questa generazione e la condanneranno, perché essi alla predicazione di Giona si convertirono. Ed ecco, qui vi è uno più grande di Giona».

Contemplo:

Il coraggio di essere libero:
Fammi vivere l’avventura, Signore. Vorrei che la mia vita fosse una strada sempre nuova, che non ci fossero parole ripetute, che non ci fossero soste, che non ci fossero momenti vuoti. Fa’ che gli altri siano per me una continua scoperta, fa’ che sappia rompere il silenzio, la noia, la consuetudine. Fa’ che sappia trovare negli altri parole vere. Dammi il coraggio di essere libero. Il coraggio di provare, di sbagliare, di riprovare ancora. Il coraggio di andare portando con me solo il mio zaino. Il coraggio di avvicinare gli altri con amore. Il coraggio di affrontare chi mi deriderà. Fa’ che possa portarti in mezzo alla gente per arrivare un giorno a portarti insieme con la gente. Fammi vivere quest’avventura di sincerità, di semplicità, di amore.

Commento al Vangelo del giorno:

“Questa generazione è una generazione malvagia; essa cerca un segno, ma non le sarà dato alcun segno, se non il segno di Giona.”
Le venature della cattiveria non si sono fermate alla generazione di Gesù. Ben radicate nel cuore umano diventano il duro pane con cui dobbiamo confrontarci giorno dopo giorno, lapidi che segnano l’umana sofferenza epoca dopo epoca. La malvagità inizia in quella zona crepuscolare del cuore, dove nascono i sentimenti che feriscono noi e gli altri, dove prende forma, quasi nascosto ai nostri stessi occhi, il peggio di noi. E questo “peggio” si propaga dando origine alle calunnie, alle ingiustizie, fino a toccare i confini estremi della guerra. Solo il segno di una presenza, il tocco di una mano, la voce arcana che dal nulla ha creato ogni cosa, può trasformare le nostre zone d’ombra in alba di resurrezione. Solo Dio, col soffio della sua misericordia, ci può rendere buoni, premurosi e solleciti verso le nostre e le altri debolezze trasformandole in nostre preziose alleate.