Commento al Vangelo del giorno: 14 Settembre 2017 – Il segno della croce

Il Vangelo di oggi: Gv 3,13-17

gesu deposto dalla croceEppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo. E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna. Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna. Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

Contemplo:

Nel segno benedetto della croce
Gesù conquista gli uomini dalla croce che diviene il centro di attrazione, di salvezza per tutta l’umanità. Chi non si arrende a Cristo crocifisso e non crede in lui, non può ottenere la salvezza. È nel segno benedetto della croce di Cristo che l’uomo è redento: in quel segno è battezzato, cresimato, assolto. Il primo gesto che la Chiesa traccia sul neonato e l’ultimo con cui conforta e benedice il moribondo, è sempre il santo segno della croce. Non si tratta di un gesto simbolico, ma di una grande realtà. La considerazione della croce non va mai separata da quella della risurrezione, che ne è la conseguenza e l’epilogo supremo. Il cristiano non è redento da un morto, ma da un Risorto dalla morte di croce, perciò il suo portare la croce deve essere sempre confortato dal pensiero di Cristo crocifisso e da quello di Cristo risorto.

Commento al Vangelo del giorno:

La lettera di san Paolo ai Filippesi esprime una grande contraddizione: Cristo Gesù umiliò se stesso, facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce; proseguendo nel suo discorso, Paolo afferma che per questo Dio lo ha esaltato e gli ha dato il nome che è al di sopra di ogni altro nome. Come è possibile? Questa, agli occhi umani, è follia, la follia dell’amore di Dio per l’uomo, «che ha tanto amato il mondo da dare il suo unico figlio, perché chiunque creda in lui non muoia, ma viva per sempre». Cristo, dunque, è innalzato sul patibolo della croce, che diventa, così, lo strumento di salvezza dell’uomo.
Meditazione
Ancora oggi il segno della croce è uno scandalo per tanti: come è possibile che Dio debba dimostrarci il suo amore attraverso quello che ricorda un supplizio infame? Ma è Gesù stesso a darci la risposta: nella croce si trova la cifra dell’amore che Dio ha avuto per tutta l’umanità sofferente e peccatrice. Egli ha tanto amato il mondo da dare suo Figlio per noi. Le sue braccia aperte sulla croce rappresentano l’abbraccio di Dio a ogni uomo. Dunque oggi facciamo memoria del segno della nostra redenzione. Come possiamo credere, nei momenti di sconforto, che Dio non si ricordi di noi? Egli ci ha dato tutto se stesso, e sulla croce ci ha fatto capire la concretezza di tale amore nei nostri confronti. Sii particolarmente grato a Dio, soprattutto in questa festa: egli ti colmerà di grazie ancora più grandi.