Commento al Vangelo del giorno – 14 Settembre – L’amore di Dio

Il Vangelo di oggi: Gv 3,13-17

gesu e nicodemoIn quel tempo, Gesù disse a Nicodemo: «Eppure nessuno è mai salito al cielo, fuorché il Figlio dell’uomo che è disceso dal cielo.
E come Mosè innalzò il serpente nel deserto, così bisogna che sia innalzato il Figlio dell’uomo, perché chiunque crede in lui abbia la vita eterna».
Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna.
Dio non ha mandato il Figlio nel mondo per giudicare il mondo, ma perché il mondo si salvi per mezzo di lui.

Commento al Vangelo del giorno:

«La parola della croce è potenza di Dio» (cf 1Cor 1,18). Nel Nuovo Testamento accanto alla categoria «risurrezione» ne esiste
un’altra, chiamata «esaltazione» o «glorificazione», cara a Giovanni evangelista, a Paolo e a tutti gli scrittori cristiani. Gesù Cristo crocifisso è «glorificato». Attraverso la morteela risurrezione egli manifesta lo splendore della sua gloria divina. Per tutti i cristiani la croce non è segno di morte, ma di vita.

Forse Nicodèmo non capì proprio tutto, quella notte, in quel colloquio con Gesù. Probabilmente non capì nemmeno cosa significasse l’espressione che Gesù aveva usato riguardo alla sua discesa dal cielo.
Però, in qualche modo, egli comprese che le parole del Maestro riguardante l’immagine del serpente appeso nel deserto da Mosè si riferivano a Lui. Del resto, lo stesso Gesù si attribuisce tale immagine: quello strumento così inusuale di salvezza trova la sua piena realizzazione nella sua crocifissione.
Dunque, da quel punto in poi, non abbiamo altro da fare che guardare la croce di Gesù, per trovare in essa guarigione e fiducia. Quando si guarda il Crocifisso, tutti i morsi della sofferenza e della tentazione svaniscono, distrutti dall’amore di Cristo.