Commento al Vangelo del giorno: 15 Febbraio 2018 – La fatica del bene

Il Vangelo di oggi: Lc 9,22-25

rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua.«Il Figlio dell’uomo, disse, deve soffrire molto, essere riprovato dagli anziani, dai sommi sacerdoti e dagli scribi, esser messo a morte e risorgere il terzo giorno». Poi, a tutti, diceva: «Se qualcuno vuol venire dietro a me, rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua. Chi vorrà salvare la propria vita, la perderà, ma chi perderà la propria vita per me, la salverà. Che giova all’uomo guadagnare il mondo intero, se poi si perde o rovina se stesso?

Contemplo:

Prendi la tua croce (cf Lc 9,23)
«Se qualcuno vuole venire dietro a me,  rinneghi se stesso, prenda la sua croce ogni giorno e mi segua» (Lc 9,23). Prendere la propria croce significa accettare la nostra povera umanità, riconoscendone tutta la fragilità. Siamo deboli e possiamo sbagliare, ma il Signore non ci abbandona e ci dà la forza di riprendere con coraggio il cammino.

Commento al Vangelo del giorno:

L’esperienza ci insegna che ogni opera buona costa fatica. È difficile farsene una ragione, ma è così. La storia ci offre molti esempi di questo: artisti, medici, scienziati, hanno fatto progredire l’umanità con la loro opera, solo a prezzo di tanta sofferenza e incomprensione. Per Cristo, come uomo, è stato lo stesso. Ogni giorno dobbiamo affrontare mille difficoltà e, se cerchiamo l’ideale, tanti sono gli ostacoli che incontriamo per realizzarlo. Si dice che la pazienza è la virtù dei santi; sicuramente è la virtù che ci fa riconciliare con il male che non possiamo impedire. Qualche volta ci sembra di doverne avere troppa, nella malattia, nel dolore di una perdita, nelle incomprensioni familiari, nel lavoro. Sorge allora la tentazione di gettare la croce e fuggire lontano. Ma noi cristiani abbiamo un aiuto doppio. La promessa che Dio non ci imporrà mai una croce più pesante di quella che possiamo portare e la certezza che nelle difficoltà, Dio ci dona un aiuto speciale. In un canto natalizio inglese si racconta del re san Venceslao che, a piedi nudi, porta l’elemosina ai poveri. Il paggio che lo segue si lamenta del freddo; allora il santo gli dice di mettere i piedi nelle sue orme. Succede così il miracolo: i piedi del paggio si scaldano. In forma leggendaria, tale è il racconto dell’esperienza vissuta dai santi. La coscienza di seguire Cristo alleggerisce il peso delle difficoltà, anche delle sofferenze gravi e addirittura del martirio. Colui che segue Cristo entra nel suo modo di pensare e nella sua vita e Lui entra nella sua anima. Colui che segue Cristo comincia a comprendere il senso positivo della sofferenza e riceve la Grazia di portare la sua croce insieme conil Figlio di Dio, il Salvatore del mondo.