Commento al Vangelo del giorno: 15 Luglio 2017 – Nulla vi è di nascosto

Il Vangelo di oggi: Mt 10,24-33

Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari! Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna. Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia. Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri! Chi dunque mi riconoscerà davanti agli uomini, anch’io lo riconoscerò davanti al Padre mio che è nei cieli; chi invece mi rinnegherà davanti agli uomini, anch’io lo rinnegherò davanti al Padre mio che è nei cieli.

Commento al Vangelo del giorno:

Tutti i segreti degli uomini saranno conosciuti, tutta la bontà di Dio sarà manifestata. Noi non conosciamo bene l’intimo dell’uomo, lo possiamo però conoscere dalle suo opere, e «Dio giudicherà i segreti degli uomini, secondo il Vangelo, per mezzo di Cristo Gesù». Ma, cosa ancora più importante; «Noi abbiamo ricevuto lo Spirito di Dio per conoscere ciò che Dio ci ha donato ».

A volte mi chiedo se sarei capace di dare testimonianza al Signore fino a morire per lui. Concretamente, oggi, se eviterei di andare a Messa sapendo che qualche pazzo fanatico, come accade in Nigeria, ad esempio, potrebbe fare irruzione durante la celebrazione e lanciare una bomba. Mi chiedo se la mia fede, il mio desiderio di annuncio, che ormai è diventato il mio lavoro, resisterebbero alla paura che inevitabilmente colpisce anche i più convinti. Penso alle persone incontrare a Lipsia l’estate scorsa, che mi raccontavano come nel regime sovietico (crollato solo poco più di vent’anni fa!) il professarsi cristiani significava compromettere ogni tipo di carriera politica e lavorativa. Sarei in grado di pagare sulla mia pelle la mia appartenenza al Signore? Non lo so, sinceramente. Non so se e quanto sarei in grado di resistere, di affidarmi, di tenere duro. Ma leggendo la pagina di oggi mi rassereno: il Signore dopo avere realisticamente annunciato momenti di persecuzione, persecuzione che i lettori di Matteo già sperimentano, sorride e invita i suoi (e noi) ad avere fiducia nel Dio che si occupa anche dei passerotti e che conosce il numero dei nostri capelli…