Commento al Vangelo del giorno: 15 Settembre 2017 – La pace di Dio

Il Vangelo di oggi: Gv 19,25-27

Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria di Clèofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco il tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco la tua madre!». E da quel momento il discepolo la prese nella sua casa.

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Contemplo:

A te una spada trafiggerà l’anima
Quando Gesù fu presentato al tempio, il vecchio Simeone fece una profezia a riguardo di Maria: come Gesù sarà un segno di contraddizione per il popolo di Israele e dovrà dunque soffrire, così anche Maria sarà trafitta dalla spada del dolore. Tale profezia si è compiuta ai piedi della croce, dove Maria rimase accanto a Gesù, suo Figlio, condividendo nell’anima le sofferenze che Gesù pativa sul legno della croce.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù, in questo capitolo di Luca, dopo aver guarito il servo del centurione e aver risuscitato il figlio della vedova di Nain, compie questa guarigione esistenziale, donando il perdono a una peccatrice sconosciuta. Il fariseo è preoccupato della impurità legale cui Gesù si espone lasciandosi toccare i piedi dalla donna notoriamente peccatrice. Gesù, tacendo e lasciando fare, compromette la sua reputazione di uomo di Dio, di profeta riconosciuto dal popolo. La domanda di Gesù a Simone interrompe il corso dei sospetti. Lo coinvolge nella trama della parabola vivente che si svolge in casa sua. Evidentemente è lui il debitore che ama poco, perché ha fatto una esperienza limitata di perdono. Il dialogo che segue non lascia via di scampo al fariseo, all’inizio così sicuro della sua giustizia. I gesti di accoglienza e di venerazione della donna nei confronti di Gesù, dai quali egli si era ritenuto dispensato, hanno fatto passare lui dalla parte del torto, e la peccatrice dalla parte della misericordia. Per Luca c’è un intimo legame tra il perdono dei peccati e l’amore generoso. Lo spirito di profezia, che nella prima lettura viene raccomandato da Paolo nel ministero di Timoteo a servizio della chiesa di Efeso, è certamente coltivato nell’umiltà, che libera dall’illusione farisaica di chi dimentica di essere peccatore, ritenendo gli altri peggiori di sé, perché è la fede che genera il perdono che è salvezza, cioè quella piena comunione di vita che è la pace di Dio. Ed è la capacità di perdonare costantemente e profondamente che custodisce ilcuore umano da ogni vana sicurezza.