Commento al Vangelo del giorno: 16 Febbraio 2018 – Digiunare

Il Vangelo di oggi: Mt 9,14-15

digiuno e astinenzaAllora gli si accostarono i discepoli di Giovanni e gli dissero: «Perché, mentre noi e i farisei digiuniamo, i tuoi discepoli non digiunano?». E Gesù disse loro: «Possono forse gli invitati a nozze essere in lutto mentre lo sposo è con loro? Verranno però i giorni quando lo sposo sarà loro tolto e allora digiuneranno.

Contemplo:

Crea in me, o Dio,un cuore puro (sai 50,12)
Nel salmo 23, il salmista chiede chi potrà salire il monte del Signore, o chi potrà stare nel suo luogo santo, e risponde: «Chi ha mani innocenti e cuore puro» (Sal 23,4). Chiediamo, dunque, al Signore di purificare il nostro cuore, affinché possa crescere in noi la carità, che nasce da un cuore puro, da una buona coscienza e da una fede sincera (cf 1Tm 1,5).

Commento al Vangelo del giorno:

Non è possibile digiunare se Gesù, lo sposo, è con i suoi discepoli, perché egli è la pienezza della gioia. La pratica del digiuno, tuttavia, è antica, il cristiano la mette in pratica (o dovrebbe praticarla) particolarmente durante la quaresima, in segno di penitenza, ma anche in segno di solidarietà con i poveri che non hanno cibo neppure per sopravvivere. Ma questo tipo di digiuno non è gradito a Dio, se dietro non c’è la carità. In questa prospettiva, Dio ci chiede un altro digiuno e mi spiego meglio con uno scritto di Dietrich Bonhoeffer: “Infinite volte tutta una comunità cristiana si è spezzata, perché viveva di un ideale… Chi ama il suo ideale di comunità cristiana più della comunità cristiana stessa, distruggerà ogni comunione cristiana, per quanto sincere, serie, devote siano le sue intenzioni personali. Dio odia le fantasticherie, perché rendono superbi e pretenziosi. Chi nella sua fantasia si crea un’immagine di comunità, pretende da Dio, dal prossimo e da se stesso la sua realizzazione. Egli entra a far parte della comunità di cristiani con pretese proprie, erige una propria legge e giudica secondo questa i fratelli e Dio stesso. Egli assume, nella cerchia dei fratelli, un atteggiamento duro, diviene quasi un rimprovero vivente per tutti gli altri. Agisce come se fosse lui a creare la comunità cristiana, come se il suo ideale dovesse creare l’unione tra gli uomini. Considera fallimento tutto ciò che non corrisponde più alla sua volontà”. Parafrasando sant’Agostino, potremmo dire: “Se digiuni, digiuna per amore. Sia in te la radice dell’amore; e da questa radice non può derivare se non il bene”.