Commento al Vangelo del giorno – 16 Febbraio – Padre nostro!

Il Vangelo di oggi: Mc 6,7-15

padre nostroIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro,
perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà
anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà
le vostre colpe».

Commento al Vangelo di oggi:

Nel “Padre nostro” chiediamo a Dio che sia fatta la sua volontà. Ciò significa che, da una parte, dobbiamo accettare le vicende liete e tristi così come avvengono e, dall’altra, impegnarci nel mettere in pratica ciò che sappiamo essere la sua volontà: amarlo con tutto il cuore e amare il prossimo come noi stessi.

Con il “Padre nostro” Gesù ci fa comprendere, anzitutto, che la preghiera, prima ancora di essere un’orazione, vocale o mentale, è un atteggiamento: sentirci figli di Dio, gustare questa nostra condizione, che ci fa sentire amati, protetti e benedetti dal Padre. La condizione di figli ci impegna a vivere da fratelli e, in questo modo, la preghiera ci educa a combattere il nostro egoismo e ad incrementare la nostra bontà. Possiamo pregare in modi assai diversi, insegnati dalle diverse scuole di spiritualità e più adatti al nostro temperamento, al tempo a disposizione, alle situazioni di vita in cui ci troviamo. Però, affinché la nostra preghiera sia autentica, essa deve essere innalzata sulla “base” indicata dal “Padre nostro”: l’umiltà di una creatura che riconosce di essere sempre bisognosa della grazia; la ricerca dei beni dello spirito, “il regno”; il desiderio di praticare la volontà del Padre; l’affidamento alla Provvidenza di Dio che sa prendersi cura anche dei nostri bisogni materiali, la domanda del perdono perché ci riconosciamo peccatori, la promessa della misericordia verso gli altri, l’implorazione dell’aiuto divino contro le tentazioni che vengono dal nostro cuore. Ci accorgiamo che nel “Padre nostro” tutti i grandi valori del Vangelo sono mirabilmente riassunti. Essa è la “preghiera perfettissima”, secondo san Tommaso d’Aquino: Gesù, Maestro della nostra preghiera, conosce nel suo cuore di uomo i bisogni dei suoi fratelli e delle sue sorelle di umanità e ce li manifesta.