Commento al Vangelo del giorno – 16 Giugno – Padre nostro che sei nei cieli

Il Vangelo di oggi: Mt 6, 7-15

padre nostro

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli:
«Pregando, non sprecate parole come i pagani: essi credono di venire ascoltati a forza di parole. Non siate dunque come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate.
Voi dunque pregate così:
Padre nostro che sei nei cieli,
sia santificato il tuo nome,
venga il tuo regno,
sia fatta la tua volontà,
come in cielo così in terra.
Dacci oggi il nostro pane quotidiano,
e rimetti a noi i nostri debiti
come anche noi li rimettiamo ai nostri debitori,
e non abbandonarci alla tentazione,
ma liberaci dal male.
Se voi infatti perdonerete agli altri le loro colpe, il Padre vostro che è nei cieli perdonerà anche a voi; ma se voi non perdonerete agli altri, neppure il Padre vostro perdonerà le vostre colpe»

Commento al Vangelo del giorno:

Padre nostro … “: una parola tanto famigliare, una presenza scontata, come l’aria che respiriamo, il vento che agita le fronde di un albero, l’acqua che scorre tra i sassi bianchi e levigati di un torrente.
Una parola che abbiamo imparato mentre cercavamo, con tanti ruzzoloni , di articolare i nostri primi passi; la prima preghiera che ci hanno insegnato, il primo catechismo che le nostre mamme ci hanno spiegato. “Padre nostro … “. Il primo respiro universale che è entrato nel nostro cuore, una mano tesa che ci ha accompagnato fin da piccini e ci ha fatto stringere tante altre mani. La certezza di non essere mai soli, una stella fissa in cielo, una luce sempre accesa nel vagare incerto di questo pellegrinaggio terreno. “Padre nostro … “. Un pane fragrante che ogni giorno possiamo consumare, un impegno di condivisione verso tutti coloro che sono nell’indigenza e nel bisogno.
“Padre nostro … “. Una patria senza confini, un regno che non ci appartiene, ma del quale siamo cittadini; un tavolo imbandito a cui sono invitati tutti gli uomini. Padre Nostro …. La mia vita che si apre al soffio che rende nuove tutte le cose, che dona la capacità di amare ad un pugno di fango.