Commento al Vangelo del giorno: 16 Luglio 2019 – Cercare la via di Gesù

Il Vangelo di oggi: Mt 11,20-24:

“Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi”

foto: Pino dellasega

In quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Contemplo:

Riconoscere i segni dell’amore:
Aiutaci, Signore, a riconoscere i segni del tuo amore per noi, a riconoscerti nelle persone che ci stanno accanto e nelle cose che ci sono capitate anche oggi. Aiutaci ad essere pronti a rispondere a quanti ci chiedono un aiuto. Aiutaci a trovare un po’ di posto per te nel nostro cuore, a fare la fatica necessaria per essere come tu ci vuoi. Fa’ che non siamo invidiosi del tuo amore, che tu regali a tutti, anche se noi siamo convinti che qualcuno non lo meriti. Fa’ che possiamo sempre rispondere all’invito del tuo banchetto e che possiamo portare con noi tanti nostri amici, parenti, conoscenti e tutti coloro che condividono qualche frammento della nostra vita.

Commento al Vangelo del giorno:

“Nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne e la terra di Sòdoma saranno trattate meno duramente di voi”.
Si deve sempre temere di lasciare passare invano la Parola di Dio. Tiro e Sidòne sono il simbolo dell’empietà e tuttavia la loro sorte sarà meno dura delle città che hanno rifiutato di credere alla predicazione di Cristo.
Per capire il giudizio di Dio è necessario partire dal suo amore. Gesù compie prodigi perché il suo amore (non il miracolo!) tocchi il nostro cuore. Sembra quasi che il rimprovero di Gesù divenga una supplica, come quando capita a noi quando non abbiamo più elementi per far capire a un nostro caro il suo errore: lo supplichiamo. Come se Gesù ci dicesse: guarda uomo, ti mostro ciò che avverrà di te se ti perdi, se ti allontani da me; se non mi ascolti andrai in rovina. Così tu stesso porterai davanti a me il tuo giudizio nell’ultimo giorno. Dovrò giudicarti in base a ciò che mi dirai di te. Questo ci dice Gesù, e quando già ora ci sentiamo giudicati da lui, ricordiamoci delle sue lacrime su Gerusalemme. Ricordiamoci del suo amore per noi e cerchiamo un’altra via: la sua.