Commento al Vangelo del giorno – 16 Maggio – Tutto è possibile per chi crede

Il Vangelo di oggi: Mc 9, 14-26

Gesu-scaccia-i-demoniIn quel tempo, Gesù, Pietro, Giacomo e Giovanni, scesero dal monte e arrivando presso i discepoli, videro attorno a loro molta folla e alcuni scribi che discutevano con loro. E subito tutta la folla, al vederlo, fu presa da meraviglia e corse a salutarlo. Ed egli li interrogò: «Di che cosa discutete con loro?». E dalla folla uno gli rispose: «Maestro, ho portato da te mio figlio, che ha uno spirito muto. Dovunque lo afferri, lo getta a terra ed egli schiuma, digrigna i denti e si irrigidisce. Ho detto ai tuoi discepoli di scacciarlo, ma non ci sono riusciti». Egli allora disse loro: «O generazione incredula! Fino a quando sarò con voi? Fino a quando dovrò sopportarvi? Portatelo da me». E glielo portarono. Alla vista di Gesù, subito lo spirito scosse con convulsioni il ragazzo ed egli, caduto a terra, si rotolava schiumando. Gesù interrogò il padre: «Da quanto tempo gli accade questo?». Ed egli rispose: «Dall’infanzia; anzi, spesso lo ha buttato anche nel fuoco e nell’acqua per ucciderlo. Ma se tu puoi qualcosa, abbi pietà di noi e aiutaci». Gesù gli disse: «Se tu puoi! Tutto è possibile per chi crede». Il padre del fanciullo rispose subito ad alta voce: «Credo; aiuta la mia incredulità!». Allora Gesù, vedendo accorrere la folla, minacciò lo spirito impuro dicendogli: «Spirito muto e sordo, io ti ordino, esci da lui e non vi rientrare più». Gridando, e scuotendolo fortemente, uscì. E il fanciullo diventò come morto, sicché molti dicevano: «È morto». Ma Gesù lo prese per mano, lo fece alzare ed egli stette in piedi. Entrato in casa, i suoi discepoli gli domandavano in privato: «Perché noi non siamo riusciti a scacciarlo?». Ed egli disse loro: «Questa specie di demòni non si può scacciare in alcun modo, se non con la preghiera».

Commento al Vangelo del giorno:

Un padre chiede a Gesù la guarigione del figlio. I discepoli di Gesù non sono riusciti a guarirlo, e possiamo comprendere lo stato d’animo di quell’uomo. Gesù lo invita a credere: «Tutto è possibile per chi crede», ed egli risponde: «Credo; aiuta la mia incredulità! ». Sia questa la nostra preghiera quando ci sentiamo poveri di fede e siamo stretti nel bisogno.

“Bisogna pregare, pregare di più, pregare meglio con umiltà e fiducia, pregare con Maria che tutti può ottenere. Dobbiamo restituire alla preghiera suo primato, la sua importanza, la sua dignità, semplice e solenne come conviene al culto de vero Dio e al colloquio filiale col Padre, mediante il Figlio nello Spirito Santo”. Questo bel pensiero di Papa Paolo VI me lo sono ritrovato d’improvviso davanti agli occhi, come tanti altri pensieri che riporto qui e che mi arrivano proprio quando servono. Calza bene con il vangelo di oggi, dove gli apostoli sono incapaci di ‘fare” come Gesù. Loro, me lo immagino, si saranno richiamati a compiere qualche gesto, come fanno i maghi o i santoni. Gesù, invece, li riporta all’origine della loro sequela. C’è l’amore di Dio da portare alla gente, e c’è da farlo con cuore, mani e piedi di uomo. È questa vicinanza che scuote, interroga, risana. Pregando e stando a contatto con la gente, racconta un sacerdote che ha il dono di far esorcismi: “A volte le persone vessate dal maligno stramazzano di colpo, per sottrarsi dall’influenza negativa, per lo scontro fra il bene e il male, perché non reggono alla preghiera, sono come fulminate dalla preghiera. Altre volte si agitano e tu lo senti, ascolti, tocchi il dolore, come il medico ascolta il cuore e i polmoni. Alcuni resistono in tutti i modi. Senti la resistenza allora insisti finché crollano e in quel crollo si allentano le tensioni, si sciolgono i nodi, si riposa da dure tensioni e trazioni del male che scuotono le persone e le rendono nervose, agitate e insonni”. Già, ma bisogna pregare con insistenza, di giorno e di notte, per giorni, mesi o anni, realizzando con la pazienza quanto dice san Paolo di se stesso: “noi abbiamo il pensiero di Cristo.., per poter compiere le opere di Cristo”.