Commento al Vangelo del giorno: 16 Ottobre 2019 – E’ oltre il campanile

Il Vangelo di oggi: Lc 11,42_46:

“Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio.”

sofferenza di gesuIn quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, farisei, che pagate la decima sulla menta, sulla ruta e su tutte le erbe, e lasciate da parte la giustizia e l’amore di Dio. Queste invece erano le cose da fare, senza trascurare quelle. Guai a voi, farisei, che amate i primi posti nelle sinagoghe e i saluti sulle piazze. Guai a voi, perché siete come quei sepolcri che non si vedono e la gente vi passa sopra senza saperlo». Intervenne uno dei dottori della Legge e gli disse: «Maestro, dicendo questo, tu offendi anche noi». Egli rispose: «Guai anche a voi, dottori della Legge, che caricate gli uomini di pesi insopportabili, e quei pesi voi non li toccate nemmeno con un dito!».

Contemplo:

Ho bisogno di qualcuno:
Ho bisogno di qualcuno a cui aggrapparmi quando sto per cadere: qualcuno che mi apra le braccia e mi sostenga. Ho bisogno di qualcuno a cui rivolgere domande: qualcuno che mi assicuri che esistono risposte. Ho bisogno di qualcuno che riconosca la mia sofferenza: qualcuno che le dia significato. Ho bisogno di qualcuno cui affidare le mie lacrime: qualcuno che le sappia capire e le consoli. Ma ho anche bisogno di qualcuno che accolga la mia gioia: qualcuno a cui possa dire “Grazie!”. Ho bisogno soprattutto di qualcuno che desideri la mia felicità e mi indichi la via dell’innocenza, l’unica che vi conduca.

Commento al Vangelo del giorno:

La piazza: il cuore di un paese, dove scorre la vita di tutti i giorni, si consumano i piccoli e grandi drammi che segnano l’esistenza degli uomini, dove ci si incontra, si balla, si ride, si bisbigliano ad un orecchio, i segreti che diventano in poco tempo il “chiacchiericcio” che scivola sulle labbra di tutti. Ma anche la piazza, come il teatro, ha i suoi luoghi riservati e la sua platea, il centro dove la ente viene riverita e gli angoli dove si brucia l’umana sofferenza. Gesù sceglie i crocicchi, le zone velate dall’ombra della solitudine e della disperazione, i bugigattoli dove si ammassano i pesi insopportabili che nessuno vuole toccare con un dito. E’ ai margini della piazza che la donna “chiacchierata” vende il meglio di sé, il bambino spende l’età dei giochi cu scendo per pochi spiccioli un pallone che non gli appartiene, l’anziano tende le sue scarne braccia per racimolare pochi spiccioli. E’ in una stanza che si affaccia sul vicolo più lontano che l’uomo abbandonato beve l’ultimo goccio di vino, vedendo il fondo ormai vuoto di una bottiglia, immagine spenta della sua vita. E oltre il campanile, al di là dei marmi del ricco palazzo, che il forestiero trova un misero giaciglio che lo ripari dalla notte incombente e dall’umidità della pioggia che penetra i quattro stracci che gli ricoprono l’esile corpo. Pesi insopportabili. Gesù sceglie la periferia. E mentre, la dove si erge la statua, i sapienti di sempre rispondono con il cenno sufficiente della mano agli inchini del borgo, nei sotterranei della storia Gesù ridona un sorriso ai senza speranza.