Commento al Vangelo del giorno – 16 Ottobre – Guardatevi bene dal lievito dei farisei

Il Vangelo di oggi: Lc 12-17

ipocrisiaIn quel tempo, si erano radunate migliaia di persone, al punto che si calpestavano a vicenda, e Gesù cominciò a dire anzitutto ai suoi discepoli: «Guardatevi bene dal lievito dei farisei, che è l’ipocrisia. Non c’è nulla di nascosto che non sarà svelato, né di segreto che non sarà conosciuto. Quindi ciò che avrete detto nelle tenebre sarà udito in piena luce, e ciò che avrete detto all’orecchio nelle stanze più interne sarà annunciato dalle terrazze. Dico a voi, amici miei: non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo e dopo questo non possono fare più nulla. Vi mostrerò invece di chi dovete aver paura: temete colui che, dopo aver ucciso, ha il potere di gettare nella Geènna. Sì, ve lo dico, temete costui. Cinque passeri non si vendono forse per due soldi? Eppure nemmeno uno di essi è dimenticato davanti a Dio. Anche i capelli del vostro capo sono tutti contati. Non abbiate paura: valete più di molti passeri! ».

Commento al Vangelo di oggi:

Ecco il commento di san Paolo: «Gesù Cristo è morto, anzi è risorto, sta alla destra di Dio e intercede per noi! Chi ci separerà dall’amore di Cristo? Forse la tribolazione, l’angoscia, la persecuzione, la fame, la nudità, il pericolo, la spada? Ma in tutte queste cose noi siamo più che vincitori grazie a colui che ci ha amati» (Rm 8,3437). Nelle tenebre e nella luce, nel segreto e in pubblico, ogni cristiano può dire: «Chi mi rallegrerà se non colui che è stato da me rattristato?»

Il rimprovero ai farisei era stato capito e ben accolto dal popolo. I farisei sono andati via imbarazzati, e le folle si radunano intorno a questo predicatore, l’unico che aveva osato dire la verità in faccia a quel gruppo di ipocriti. Gesù ora parla della provvidenza di Dio e della sua bontà .
Il Vangelo di oggi ben si adatta al consiglio di Santa Teresa : “Nulla ti turbi. Niente ti manca. Dio solo basta”. L’immagine dei passeri, che valgono due soldi, ma che non sono dimenticati dal buon Dio, è un raggio di sole che disperde le brume autunnali delle mie preoccupazioni così legate alle cose di questa terra. Gesù ci invita ad andare oltre il limite del nostro orizzonte; ci invita a salire sul monte delle beatitudini per volgere lo sguardo oltre le siepi che abbiamo coltivato con cura. Nell’aria tersa dell’altura vedo l’umanità, un’umanità calpestata dalla sofferenza, dai morsi della fame, dal flagello delle guerre. Mi giunge il lamento del malato di cancro, il pianto dell’orfano e della vedova, il sibilo di un proiettile che sta per spezzare una giovane vita innocente. E’ l’umanità che Dio ama, di cui si prende cura, che non andrà persa. E i miei problemi, le mie preoccupazioni cosa sono di fronte a questo abisso di disperazione? Tutto si ridimensiona, cade la siepe, mi si aprono gli occhi. Presto devo scendere dal colle. Dio ha bisogno delle mie mani, della mia voce, del mio cuore. Non temo più le piccole preoccupazioni che mi condannano al fuoco di una ottusa esistenza, temo, piuttosto, il giudizio di Dio sulle mie omissioni, sulla mia sordità che non intende il grido di tanti fratelli. E come i passeri spicco il volo nel cielo del dono puro e gratuito.