Commento al Vangelo del giorno: 17 Agosto 2017 – Perdoneremo guardando Gesù

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Pietro si avvicinò a Gesù e gli disse: «Signore, se il mio fratello commette colpe contro di me, quante volte dovrò perdonargli? Fino a sette volte?».
E Gesù gli rispose: «Non ti dico fino a sette volte, ma fino a settanta volte sette.
Per questo, il regno dei cieli è simile a un re che volle regolare i conti con i suoi servi. Aveva cominciato a regolare i conti, quando gli fu presentato un tale che gli doveva diecimila talenti. Poiché costui non era in grado di restituire, il padrone ordinò che fosse venduto lui con la moglie, i figli e quanto possedeva, e così saldasse il debito. Allora il servo, prostrato a terra, lo supplicava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò ogni cosa”. Il padrone ebbe compassione di quel servo, lo lasciò andare e gli condonò il debito.
Appena uscito, quel servo trovò uno dei suoi compagni, che gli doveva cento denari. Lo prese per il collo e lo soffocava, dicendo: “Restituisci quello che devi!”. Il suo compagno, prostrato a terra, lo pregava dicendo: “Abbi pazienza con me e ti restituirò”. Ma egli non volle, andò e lo fece gettare in prigione, fino a che non avesse pagato il debito.
Visto quello che accadeva, i suoi compagni furono molto dispiaciuti e andarono a riferire al loro padrone tutto l’accaduto. Allora il padrone fece chiamare quell’uomo e gli disse: “Servo malvagio, io ti ho condonato tutto quel debito perché tu mi hai pregato. Non dovevi anche tu aver pietà del tuo compagno, così come io ho avuto pietà di te?”. Sdegnato, il padrone lo diede in mano agli aguzzini, finché non avesse restituito tutto il dovuto.
Così anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».
Terminati questi discorsi, Gesù lasciò la Galilea e andò nella regione della Giudea, al di là del Giordano.

 

Lettura

Nel brano evangelico di oggi, Pietro chiede a Gesù quante volte si debba perdonare un fratello. Il Maestro risponde rac­contando la parabola di un servo che, dopo averlo pregato, ottiene che il re gli condoni l’intero suo ingente debito. Ap­pena fuori, quello stesso servo incontra un suo pari che gli deve una piccola somma e, anziché comportarsi come il re, lo fa imprigionare. Gesù spiega quindi come il re, convoca­to e rimproverato il servo per non aver avuto a sua volta pietà del suo compagno, lo consegnò agli aguzzini. «Così», conclude Gesù, «anche il Padre mio celeste farà con voi se non perdonerete di cuore, ciascuno al proprio fratello».

 

Meditazione

Anche per noi, la cifra di diecimila ta­lenti è spropositata. Valutando questa somma con i nostri sistemi monetari risulta una quantità di de­naro enorme, che probabilmente nessuno, né allora né oggi, possederebbe. Attraverso questo esempio iperbolico, Gesù vuole farci comprendere quanto siamo debitori nei confronti di Dio e quanto egli sia longanime condonandoci questo debito che abbiamo contratto con lui a causa del peccato. La seconda cifra è davvero irrisoria eppure, colui che ha ricevuto l’enorme condono, non è in grado di essere compassionevole nei confronti del suo de­bitore. Gesù vuole darci un grande insegnamento: anche se abbiamo ricevuto grandi torti e umiliazio­ni, profonde sofferenze e ingiustizie, esse saranno sempre poca cosa rispetto all’amore che Dio ci ha dimostrato tutte le volte che abbiamo peccato. Per­ché allora non provare anche noi a perdonare chi ci ha fatto del male?