Commento al Vangelo del giorno – 17 agosto – Sei invidioso perché io sono buono?

parabola-padrone-e-vignaioli+ Dal Vangelo secondo Matteo
In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola:
«Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”. Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”.  Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”.
Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».


 

Non ci si deve fare illusioni: i criteri con cui Dio giudica e distribuisce i suoi benefici sono dav­vero molto diversi dal nostro modo di valutare. Perciò, se da un lato ci sentiamo anche noi disturbati dall’atteg­giamento del padrone che dà con longanimità anche a coloro che hanno lavorato davvero poco, dall’altro dob­biamo ammettere che Dio ha dei modi di comportarsi davvero difformi dai nostri. Anche quando sembra che il Signore leda la giustizia, in realtà la supera in favore di una mentalità fondata sull’amore. Gesù narra questa pa­rabola in risposta alle presunte pretese di Pietro: seguire Gesù non è una questione di merito o di precedenza, ma di amore e di disponibilità a compiere il suo volere. Se tutto questo non c’è, non servono nemmeno anni ed anni di militanza nel numero dei suoi discepoli.