Commento al Vangelo del giorno: 17 Luglio 2018 – La conversione riguarda chi vogliamo essere

Il Vangelo di oggi: Mt 11,20-24

paura-del-cambiamentoIn quel tempo, Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite: «Guai a te, Corazìn! Guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidòne fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a voi, già da tempo esse, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite. Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, Tiro e Sidòne saranno trattate meno duramente di voi. E tu, Cafàrnao, sarai forse innalzata fino al cielo? Fino agli inferi precipiterai! Perché, se a Sòdoma fossero avvenuti i prodigi che ci sono stati in mezzo a te, oggi essa esisterebbe ancora! Ebbene, io vi dico: nel giorno del giudizio, la terra di Sòdoma sarà trattata meno duramente di te!».

Contemplo:

Chiamate provvidenziali
Dobbiamo ricordarci che Dio può essere in molti segni, nel senso che ci invita a riconoscere delle chiamate provvidenziali in eventi che sono fortemente turbativi delle coscienze, del senso civico, del senso di appartenenza alla comunità. Dobbiamo imparare a riconoscere la presenza di Dio anche nel silenzio e nella quotidianità. Nel silenzio, dove sembra che Dio non parli, che tutto vada secondo la routine, Dio è con noi, ci è vicino, ci parla, ci interpella nel mormorio di un vento leggero. Dio è là anche dove non appare, perché la sua volontà di dedicarsi a noi è così totale, così senza pentimenti, così senza limiti, da invadere con il suo amore tutto il campo della nostra coscienza e si offre a noi nella sua alleanza senza risparmio e senza lacune.

Commento al Vangelo del giorno:

Chi non vuole sentire le parole del brano evangelico di oggi rimane infinitamente responsabile di ciò che ignora volutamente. Dio riempie la nostra vita di delicatezze, ma noi ci comportiamo come quei figli adolescenti costantemente insoddisfatti. Qualunque cosa risulta sempre fraintesa o piccola per poterci soddisfare davvero. Ci diciamo che davanti a un grande segno certamente cambieremmo la rotta della nostra vita e ci decideremmo a vivere meglio. Ma la verità è un’altra. La verità è che noi non vogliamo veramente un cambiamento, e ogni provocazione che Dio lancia nella nostra vita risulta quasi sempre sprecata. Sono le provocazioni delle gioie che ci accadono, ma molto spesso anche dei dolori. Sprechiamo sorrisi e pianti e non ci accorgiamo di quanto invece siano significativi. Ecco perché Gesù nel Vangelo di oggi usa parole dure:”Gesù si mise a rimproverare le città nelle quali era avvenuta la maggior parte dei suoi prodigi, perché non si erano convertite”. La conversione non riguarda ciò che facciamo, ma chi vogliamo essere. Quando Dio ci invita a convertirci, è come se stesse chiedendo a ciascuno di noi:”Chi vuoi essere?”. Non convertirsi quindi equivale a non rispondere a questa domanda e a lasciarla alle circostanze, alla convenienza, alle cose che ci accadono. Cioè significa non essere liberi.