Commento al Vangelo del giorno – 17 Luglio – Due facce della stessa madaglia

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Brano Evangelico: Lc 10, 38-42

In quel tempo, mentre erano in cammino, Gesù entrò in un villaggio e una donna, di nome Marta, lo ospitò. Ella aveva una sorella, di nome Maria, la quale, seduta ai piedi del Signore, ascoltava la sua parola. Marta invece era distolta per i molti servizi. Allora si fece avanti e disse: «Signore, non t’importa nulla che mia sorella mi abbia lasciata sola a servire? Dille dunque che mi aiuti». Ma il Signore le rispose: «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose, ma di una cosa sola c’è bisogno. Maria ha scelto la parte migliore, che non le sarà tolta».

Medita

Le due sorelle del brano evangelico, Marta e Maria, sono state sempre interpretate come due tipi di vita: attiva e contemplativa. In realtà esse sono due facce di una stessa medaglia, l’una in funzione dell’altra. Infatti l’ascolto presuppone un uscio aperto, la premurosa accoglienza di Colui che pronuncia “la Parola”. Se Maria ha potuto sedersi ai piedi del Maestro e “prendersi la parte migliore” è solo perché “una donna, di nome Marta, lo ospitò”.

Infatti l’ospitalità è una dimensione fondamentale nella rivelazione biblica e nel rapporto di fede con Dio. Ci invita ad andare oltre il contingente, ad aprire lo sguardo e il cuore di fronte ad ogni persona. Afferma San Giovanni nell’Apocalisse:   “Ecco, io sto alla porta e busso: se qualcuno ascolta la mia voce e apre la porta, io entrerò da lui e cenerò con lui ed egli con me”. Ma l’ospitalità, senza l’ascolto, diventa sterile e superficiale. Se non ci mettiamo ai piedi dell’ospite, non entriamo nella sua storia, non ascoltiamo la sua voce egli rimarrà sempre e comunque uno straniero, uno dei tanti, un illustre sconosciuto. Maria, che si prende “la parte migliore”, rende fecondo il gesto di Marta, permette all’ospite di diventare il “maestro”.

La Parala di Dio quando viene accolta diventa tagliente come una spada ( «Marta, Marta, tu ti affanni e ti agiti per molte cose».) ma quando penetra nel cuore diventa dolce come il miele, diventa la parte migliore dell’esistenza umana. Marta e Maria sono due sorelle, non possono vivere separate: nella cella interiore del credente, nell’intimità del cuore Marta continua ad aprire la porta al Signore e Maria ci aiuta ad ascoltarlo.

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don Luciano Vitton Mea