Commento al Vangelo del giorno: 17 Ottobre 2019 – La vita.

Il Vangelo di oggi :Lc 11,47-54:

“Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi….”

sguardo sulla vitaIn quel tempo, il Signore disse: «Guai a voi, che costruite i sepolcri dei profeti, e i vostri padri li hanno uccisi. Così voi testimoniate e approvate le opere dei vostri padri: essi li uccisero e voi costruite. Per questo la sapienza di Dio ha detto: “Manderò loro profeti e apostoli ed essi li uccideranno e perseguiteranno”, perché a questa generazione sia chiesto conto del sangue di tutti i profeti, versato fin dall’inizio del mondo: dal sangue di Abele fino al sangue di Zaccarìa, che fu ucciso tra l’altare e il santuario. Sì, io vi dico, ne sarà chiesto conto a questa generazione. Guai a voi, dottori della Legge, che avete portato via la chiave della conoscenza; voi non siete entrati, e a quelli che volevano entrare voi l’avete impedito». Quando fu uscito di là, gli scribi e i farisei cominciarono a trattarlo in modo ostile e a farlo parlare su molti argomenti, tendendogli insidie, per sorprenderlo in qualche parola uscita dalla sua stessa bocca.

Contemplo:

La traccia del tuo volto invisibile:
Dio misterioso, Padre di ogni creatura, nella ricchezza della vita umana tu dispieghi nel tempo la ricchezza del tuo amore, la grandiosità della tua esistenza. In ogni uomo e donna di buona volontà riconosco una traccia del tuo volto invisibile. Dio di ogni creatura, tu chiami ognuno alla dignità di un’esistenza che esprima il tuo amore in una pienezza sempre più grande. Rendi giustizia, ti prego Signore, al tuo amore verso ognuno di noi: tieni davanti a te il volto di quanti muoiono di fame e di guerra nel mondo intero; tieni tra le tue braccia coloro che non hanno vissuto abbastanza. Dona ad ogni vivente il coraggio della sua dignità, il coraggio di rispondere alla sua vocazione lottando contro ogni sopruso di morte e godendo la gioia di amare e di essere amato.

Commento al Vangelo del giorno:

Gettare via la chiave della scienza, togliere dal nostro e dall’altrui animo il gusto di Dio, il suo profumo, il calore della sua paternità. Gesto insensato, strada senza ritorno, che ci porta lontani da tutto e da tutti. Rifiutarsi di entrare da quella porta, in quella casa. Tutto era pronto. Il camino acceso, un desco imbandito, un senso di raccoglimento, una quiete che penetra nell’animo donando pace e serenità. Gettare via la chiave della scienza, rifiutarsi di entrare nella casa paterna, dove tutto parla di Dio, dove Lui vede e provvede. Casa dove il Signore ci guarda sempre. “Non come il cacciatore segue la preda, ma come l’amante la persona amata. Non ci segue per scoprire i nostri peccati, ma per coprirli con le sue opere che, ogni tanto, facciamo. Non è l’uccellatore che col fucile spianato aspetta che passi il tordo, ma il padre del figliuol prodigo che aspetta il ritorno del figlio. Se c’è un momento in cui si distrae è quando anche noi preghiamo fiaccamente dicendo: Signore, Signore. Non incollerisce quando uno bestemmia perché ci ha rimesso il carro e il carretto, infatti ha compassione di quell’uomo e dirà: «Nonostante la disgrazia ha pensato a me. Ha bestemmiato perché mi ritiene l’autore del male ricevuto. Come fa a pensare diversamente? ». Io credo che non s’arrabbierebbe anche se uno si scagliasse contro il cielo. Direbbe: «Poverino, è il primo segno di fede, bisogna avere pazienza, in seguito pregherà meglio». Per qualche motivo egli ci ha detto di perdonare settanta volte sette. (don Giovanni Antognoli)
Gettare via le chiavi che aprono la nostra vita a questo sguardo, allontanarci da una presenza che ci avvolge e ci copre. Guai a noi se non ritorniamo sui nostri passi, se non accendiamo la lampada e cerchiamo quella chiave, se non prendiamo la ramazza e, scopando negli angoli più nascosti di noi stessi, non ritroviamo quello sguardo. Guai a noi!