Commento al Vangelo del giorno – 18 agosto – L’abito nuovo

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Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù, riprese a parlare con parabole [ai capi dei sacerdoti e ai farisei] e disse:
«Il regno dei cieli è simile a un re, che fece una festa di nozze per suo figlio. Egli mandò i suoi servi a chiamare gli invitati alle nozze, ma questi non volevano venire.  Mandò di nuovo altri servi con quest’ordine: “Dite agli invitati: Ecco, ho preparato il mio pranzo; i miei buoi e gli animali ingrassati sono già uccisi e tutto è pronto; venite alle nozze!”. Ma quelli non se ne curarono e andarono chi al proprio campo, chi ai propri affari; altri poi presero i suoi servi, li insultarono e li uccisero. Allora il re si indignò: mandò le sue truppe, fece uccidere quegli assassini e diede alle fiamme la loro città.
Poi disse ai suoi servi: “La festa di nozze è pronta, ma gli invitati non erano degni; andate ora ai crocicchi delle strade e tutti quelli che troverete, chiamateli alle nozze”. Usciti per le strade, quei servi radunarono tutti quelli che trovarono, cattivi e buoni, e la sala delle nozze si riempì di commensali.
Il re entrò per vedere i commensali e lì scorse un uomo che non indossava l’abito nuziale. Gli disse: “Amico, come mai sei entrato qui senza l’abito nuziale?”. Quello ammutolì. Allora il re ordinò ai servi: “Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nelle tenebre; là sarà pianto e stridore di denti”.
Perché molti sono chiamati, ma pochi eletti».


Medita

Gli invitati alle nozze, raccolti lungo le siepi e negli angoli, nelle piazze e nei luoghi più diversi, avevano riempito la sala del banchetto rea­le. Ma poi, venuto il re per vedere i commensali riuniti alla sua tavola, cioè in un certo senso pacificati nella sua fede (come nel giorno del giudizio verrà a vedere i convitati per distinguere i meriti di ciascuno), trovò uno che non indossava l’abito nuziale. In quest’uno sono compresi tutti coloro che sono solidali nel compiere il male. La veste nuziale sono i precetti del Signore e le opere che si compiono nello spirito della legge e del van­gelo. Essi sono l’abito dell’uomo nuovo. Se qualcuno che porta il nome di cristiano, nel momento del giudizio sarà trovato senza l’abito di nozze — cioè l’abito dell’uo­mo celeste — e indosserà invece l’abito macchiato — ossia l’abito dell’uomo vecchio — costui sarà immediatamente ripreso e gli verrà detto: «Amico, come sei entrato?».

Lo chiama amico perché è uno degli invitati alle noz­ze, e rimprovera la sua sfrontatezza perché con il suo abito immondo ha contaminato la purezza delle nozze. «Costui ammutolì», dice Gesù. In quel momento, infatti, non sarà più possibile pentirsi, né sarà possibile negare la colpa, in quanto gli angeli e il mondo stesso saranno testimoni del nostro peccato. «Allora il re disse ai servi: Legatelo mani e piedi e gettatelo fuori nel buio; ivi sarà pianto e stridor di denti» (Mt 22,13). L’esser legato mani e piedi, il pianto, lo stridore di denti, sono tutte cose che stanno a dimostrare la verità della risurrezione. Oppu­re, gli vengono legati le mani e i piedi perché desista dall’operare il male e dal correre a versare sangue. Nel pianto e nello stridor di denti si manifesta metaforica­mente la gravità dei tormenti

(GIROLAMO, Commento al vangelo di Matteo iii, 22, 8-11).