Commento al Vangelo del giorno: 18 Novembre 2016 – Il tempio del cuore

Il Vangelo di oggi: Lc 19, 45-48

In quel tempo Gesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori, dicendo: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera. Ma voi ne avete fatto una spelonca di ladri!”». Ogni giorno insegnava nel tempio. I sommi sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo perire e così anche i notabili del popolo; ma non sapevano come fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue parole.

Commento al Vangelo di oggi:

cuoreGesù, entrato nel tempio, cominciò a scacciare i venditori. Gesù entra nel tempio e scaccia i venditori. A differenza di Luca, Marco, raccontando lo stesso episodio, si sofferma a descrivere la violenza con la quale Gesù compie la sua azione: “Rovesciò i tavoli dei cambiavalute e le sedie dei venditori di colombe” (Mc 11,16). E capita, allora, di imbattersi anche in chi crede di poter interpretare questo brano come legittimazione dell’uso della violenza in certe situazioni! Ma è evidente che qui Gesù non è che si lasci andare ad un impeto di rabbia: sarebbe strano in colui che si è definito “mite e umile di cuore” (Mt 11,29). Gesù sta semplicemente compiendo un gesto profetico, un gesto, cioè, che vuole annunciare un evento prossimo: la cacciata dei venditori è simbolo della distruzione del tempio antico; l’ingresso di Gesù è simbolo della costruzione del nuovo tempio. Il male che corrode il tempio antico è l’associazione di Dio e Mammona: male mai scongiurato del tutto. Gesù l’aveva detto: “Non potete servire a Dio e a Mammona” (cf Mt 7,24). Sono infatti due realtà opposte: Dio è gratuità, Mammona è tornaconto personale, Dio è dono, Mammona è possesso egoistico… Cacciati i venditori, nel tempio restano solo Gesù e il suo insegnamento: la Parola e il Corpo di Cristo sono l’edificazione del nuovo tempio spirituale. Gesù entra nel tempio: quale tempio? Quello di Gerusalemme, distrutto quasi venti secoli fa? No, Gesù entra nel tempio che siamo noi (cfr. antifona al Vangelo), entra nel cuore di ciascuno di noi e vuole farne casa di preghiera!