Commento al Vangelo del giorno – 19 agosto – L’unico comandamento

Gesù-farisei-giudei

+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, i farisei, avendo udito che Gesù aveva chiuso la bocca ai sadducèi, si riunirono insieme e uno di loro, un dottore della Legge, lo interrogò per metterlo alla prova: «Maestro, nella Legge, qual è il grande comandamento?».
Gli rispose: «“Amerai il Signore tuo Dio con tutto il tuo cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente”. Questo è il grande e primo comandamento. Il secondo poi è simile a quello: “Amerai il tuo prossimo come te stesso”. Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».


Medita

L’essenza della vita cristiana consiste nell’amore di Dio e nell’amore del prossimo: questa è una verità che viene insegnata fin dalla prima catechesi. È una verità indiscutibile, invulnerabile, invariabile, universale. In teoria tutti la conosciamo bene, eppure non è sempre per tutti una verità `appropriata’, cioè fatta propria, con un assenso reale, vitale, esistenziale, personale. Si dice che mai nessuno è diventato ubriaco per aver letto un dotto trattato su che cosa è il vino. Giobbe, dopo aver tanto riflettuto e discusso, soprattutto dopo un’espe­rienza forte, giunge a dire a Dio: «Io ti conoscevo per sentito dire, ora i miei occhi ti vedono» (Gb 42,5). Tra la conoscenza `per sentito dire’ e il `vedere degli occhi’ c’è un’enorme distanza.

Forse la risposta di Gesù sul più grande comanda­mento non suonava molto nuova e originale al dottore della legge che lo interrogava con lo scopo di «metterlo

alla prova», ma l’avrà questi davvero capito? Le nozioni non assunte vitalmente sono simili alle ossa aride della visione di Ezechiele: sono molte, così tante da riempire tutta la valle, ma aride, calcificate, ammucchiate disor­dinatamente, prive di carne e di nervi, prive soprattutto del soffio di vita.