Commento al Vangelo del giorno: 19 Aprile 2019 – Gesù ci salva per sempre dalla morte

Il Vangelo di oggi: Gv 18,1-19,42

Passione del Signore

gesu deposto dalla croceEssi presero Gesù ed egli, portando la croce, si avviò verso il luogo detto del Cranio, in ebraico Gòlgota, dove lo crocifissero e con lui altri due, uno da una parte e uno dall’altra, e Gesù in mezzo. Pilato compose anche l’iscrizione e la fece porre sulla croce; vi era scritto: «Gesù il Nazareno, il re dei Giudei». Molti Giudei lessero questa iscrizione, perché il luogo dove Gesù fu crocifisso era vicino alla città; era scritta in ebraico, in latino e in greco. I capi dei sacerdoti dei Giudei dissero allora a Pilato: «Non scrivere: “Il re dei Giudei”, ma: “Costui ha detto: Io sono il re dei Giudei”». Rispose Pilato: «Quel che ho scritto, ho scritto ». I soldati poi, quando ebbero crocifisso Gesù, presero le sue vesti, ne fecero quattro parti – una per ciascun soldato –, e la tunica. Ma quella tunica era senza cuciture, tessuta tutta d’un pezzo da cima a fondo. Perciò dissero tra loro: «Non stracciamola, ma tiriamo a sorte a chi tocca». Così si compiva la Scrittura, che dice: «Si sono divisi tra loro le mie vesti e sulla mia tunica hanno gettato la sorte». E i soldati fecero così. Stavano presso la croce di Gesù sua madre, la sorella di sua madre, Maria madre di Clèopa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e accanto a lei il discepolo che egli amava, disse alla madre: «Donna, ecco tuo figlio!». Poi disse al discepolo: «Ecco tua madre!». E da quell’ora il discepolo l’accolse con sé. Dopo questo, Gesù, sapendo che ormai tutto era compiuto, affinché si compisse la Scrittura, disse: «Ho sete». Vi era lì un vaso pieno di aceto; posero perciò una spugna, imbevuta di aceto, in cima a una canna e gliela accostarono alla bocca. Dopo aver preso l’aceto, Gesù disse: «È compiuto!». E, chinato il capo, consegnò lo spirito.

Contemplo:

Quando cordoglio e danza si toccano:
“C’è un tempo per fare cordoglio e un tempo per danzare” (Qoelet 3,4). Ma cordoglio e danza non sono mai completamente separati. I loro tempi non seguono necessariamente l’uno all’altro. In realtà i loro tempi possono diventare un solo tempo. Il cordoglio può trasformarsi in danza e la danza in cordoglio, senza che si intraveda un punto preciso in cui uno finisce e l’altro comincia. Spesso il nostro dolore ci permette di creare la coreografia per la nostra danza, mentre la nostra danza crea lo spazio per il nostro dolore. Perdiamo un caro amico, e in mezzo alle nostre lacrime scopriamo una gioia sconosciuta. Celebriamo un successo, e in mezzo alla festa proviamo una profonda tristezza. Cordoglio e danza, pianto e risa, tristezza e letizia si appartengono, come il clown con la sua faccia triste e il clown con la sua faccia allegra che ci fa piangere e ridere ad un tempo. Confidiamo che la bellezza della nostra vita possa diventare visibile quando cordoglio e danza si toccano.

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù compie la sua Passione nell’affidamento totale al Padre, nella piena libertà del suo dono. E’ abbandonato, tradito, rinnegato; è l’uomo solo che muore per tutto il popolo.
Nel Vangelo di Giovanni una delle ultime parole di Gesù è: “ Ho sete”; una sete umanamente spiegabile con la sua situazione, ma che forse in questo momento è forse divina: rivela il desiderio di Dio di dare vita all’uomo, di dargli se stesso. La sete ricorda poi l’incontro di Gesù con la samaritana: in quell’occasione Gesù fa scoprire alla donna la sete profonda che la abita e le promette l’acqua che non viene mai meno, il dono del suo Spirito. Ora egli porta a compimento la sua promessa e il desiderio di comunione di Dio con l’uomo giunge a pienezza: consegnandoci il suo Spirito il Signore ci fa entrare in comunione con Dio e ci salva per sempre dalla morte. Rimaniamo sotto quella croce, lasciamo che un amore così grande sconvolga la nostra vita.