Commento al Vangelo del giorno: 19 Gennaio 2017 – La fede è un’esperienza

Il Vangelo di oggi: Mc 3,7-12

Gesù intanto si ritirò presso il mare con i suoi discepoli e lo seguì molta folla dalla Galilea. Dalla Giudea e da Gerusalemme e dall’Idumea e dalla Transgiordania e dalle parti di Tiro e Sidone una gran folla, sentendo ciò che faceva, si recò da lui. Allora egli pregò i suoi discepoli che gli mettessero a disposizione una barca, a causa della folla, perché non lo schiacciassero. Infatti ne aveva guariti molti, così che quanti avevano qualche male gli si gettavano addosso per toccarlo. Gli spiriti immondi, quando lo vedevano, gli si gettavano ai piedi gridando: «Tu sei il Figlio di Dio!». Ma egli li sgridava severamente perché non lo manifestassero.

Commento al Vangelo di oggi:

Il Signore Gesù salva quelli che per mezzo di lui si avvicinano a Dio, poiché egli è sempre vivo per intercedere a loro favore. Con la sua passione, infatti, «portava il peccato di molti e intercedeva per i colpevoli» (Is 53,12). Nulla ci separerà dall’amore di Cristo, poiché egli è risorto, «sta alla destra di Dio e intercede per noi» (Rm 8,34), affinché abbiamo la vita.

Si dice che il diavolo sia astuto e, pur di distrarti dal tuo cammino di fede, trovi sempre il modo per sedurti, per inchinarsi ai tuoi pensieri e per disarmarti quando la tua attenzione si allenta. Troviamo in questo Gesù che esercita il suo apostolato e viene seguito da “una grande folla”, che “andò da lui”. Molti erano malati ed egli li guariva, ma doveva fare i conti con i loro spiriti impuri. Alcuni gli gridavano: “Tu sei il Figlio di Dio” e credo che chiunque si fosse compiaciuto nell’udire simili parole, ma in questo caso la fede non basta. Padre Lino Pedron, commentando questo testo, afferma: “La fede non è solo sapere chi è Gesù. Anche i demoni lo sanno, meglio e prima di noi. Come scrive san Giacomo: “Credono, ma tremano”. Credere è prima di tutto fare esperienza di Gesù che mi ha amato e ha dato se stesso per me. Una fede ideologica, che tutto conosce, ma non fa esperienza dell’amore di Dio, è un anticipo dell’inferno. È la pena del dannato che conosce il bene, ma non lo possiede. Il Signore non desidera la pubblicità da parte di nessuno (tanto meno da parte dei demoni!). Raggiunge tutti solo attraverso la debolezza di chi, conoscendolo veramente, lo annuncia come amore crocifisso, povero, umiliato e umile”. Com’è vero tutto ciò! La fede è un’esperienza, il Dio cristiano non prevede l’uso della forza, la prevaricazione, ma l’uso della pace e della mitezza. Anche la debolezza parla del Dio cristiano. Non a caso, Egli si è fatto carne in un bambino, è entrato nella storia in una famiglia come tante, ha lavorato come falegname, ha predicato come un profeta di pace, si è lasciato crocifiggere per amore nostro e rimanendo in comunione alla volontà del Padre. “Tu sei il Figlio di Dio” dev’essere per il cristiano una provocazione a credere e a vivere l’amore.