Commento al Vangelo del giorno: 19 Novembre 2017 – Siamo garanti di un capitale

Il Vangelo di oggi: Mt 25, 14-15.19

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Avverrà come a un uomo che, partendo per un viaggio, chiamò i suoi servi e consegnò loro i suoi beni. A uno diede cinque talenti, a un altro due, a un altro uno, secondo le capacità di ciascuno; poi partì. Dopo molto tempo il padrone di quei servi tornò e volle regolare i conti con loro. Si presentò colui che aveva ricevuto cinque talenti e ne portò altri cinque, dicendo: “Signore, mi hai consegnato cinque talenti; ecco, ne ho guadagnati altri cinque”. “Bene, servo buono e fedele – gli disse il suo padrone – , sei stato fedele nel poco, ti darò potere su molto; prendi parte alla gioia del tuo padrone”»

Commento al Vangelo del giorno:

Gesù, nella parabola dei talenti, ci invita ad essere responsabili e garanti dei “beni” che ci sono stati affidati da Dio. Guai nasconderli in una buca o tra le pieghe recondite di un fazzoletto. Sarebbe però riduttivo considerare i talenti come delle particolari “doti” o delle mere capacità intellettuali; sono piuttosto  delle opportunità che ilSignore ci offre, delle occasioni “di bene” da cogliere e da portare a compimento, delle responsabilità da assumerci nei confronti di un patrimonio che non ci appartiene ma che deve essere amministrato con dovizia e investito secondo le peculiari caratteristiche che ci rendono unici e irripetibili agli occhi di Dio. Solo e semplici servi da un lato, garanti di un capitale incalcolabile dall’altro. Come si moltiplicano, pochi o tanti che siano, i talenti del Regno? Cercando di scorgere il volto del Padrone in quello di un fratello bisognoso, asciugando una lacrima dalle guancie di chi ha perso una persona cara, stringendo la mano tremolante di quel accattone bistrattato da tutti, fissando con comprensione gli occhi spenti di quel vecchio ubriacone; evitando chiacchiere inutili, consigliando un dubbioso, ammonendo un peccatore. Nella misericordia, in qualsiasi forma di misericordia, i talenti del regno si moltiplicano, il tasso degli interessi aumenta, il tesoro terreno diventa eterno. Come sono vere le parole di un omelia anonima dei primi secoli dell’era cristiana: «Come il denaro, infatti, si moltiplica usandolo, lo stesso avviene per la fede in Cristo: se la si conserva passivamente nel proprio cuore non rimane neppure quella che era, ma diminuisce fino a scomparire. Se invece la si fa lavorare per mezzo della Scrittura, e si fa in modo che venga continuamente risvegliata da predicazioni assidue, da letture meditate e pregate e vivificata da opere buone verso i fratelli specie bisognosi, non solo si moltiplicherà, ma non cesserà mai di crescere per tutta la nostra vita (Omelia anonima sulla parabola dei talenti, in PG 56, 941).»