Commento al Vangelo del giorno – 2 agosto – «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».

Martedì 2 agosto

+ Dal Vangelo secondo Matteo

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[Dopo che la folla ebbe mangiato], subito Gesù costrinse i discepoli a salire sulla barca e a precederlo sull’altra riva, finché non avesse congedato la folla. Congedata la folla, salì sul monte, in disparte, a pregare. Venuta la sera, egli se ne stava lassù, da solo.
La barca intanto distava già molte miglia da terra ed era agitata dalle onde: il vento infatti era contrario. Sul finire della notte egli andò verso di loro camminando sul mare. Vedendolo camminare sul mare, i discepoli furono sconvolti e dissero: «È un fantasma!» e gridarono dalla paura. Ma subito Gesù parlò loro dicendo: «Coraggio, sono io, non abbiate paura!».
Pietro allora gli rispose: «Signore, se sei tu, comandami di venire verso di te sulle acque». Ed egli disse: «Vieni!». Pietro scese dalla barca, si mise a camminare sulle acque e andò verso Gesù. Ma, vedendo che il vento era forte, s’impaurì e, cominciando ad affondare, gridò: «Signore, salvami!». E subito Gesù tese la mano, lo afferrò e gli disse: «Uomo di poca fede, perché hai dubitato?».
Appena saliti sulla barca, il vento cessò. Quelli che erano sulla barca si prostrarono davanti a lui, dicendo: «Davvero tu sei Figlio di Dio!».
Compiuta la traversata, approdarono a Gennèsaret. E la gente del luogo, riconosciuto Gesù, diffuse la notizia in tutta la regione; gli portarono tutti i malati e lo pregavano di poter toccare almeno il lembo del suo mantello. E quanti lo toccarono furono guariti.

Spesso Gesù deve alzare la voce con i discepoli e richiamarli alla qualità della loro fede. Gli apostoli, trovatisi improvvisa­mente al centro di una inaudita vicenda, cominciano a ricoprirsi di una facile gloria e di un’euforia difficilmente controllabile.

Una riflessione particolare merita l’episodio di Pietro. La sua pos­sibilità di camminare sulle acque dipende unicamente dalla parola del Signore: «Vieni!», e la sua forza sta tutta nella fede in Gesù. Con la fede ogni discepolo può ripetere gli stessi miracoli del suo Signore. Ma se la fede viene a mancare, il discepolo torno ad es­sere facile preda delle forze del male (rappresentate nella Bibbia dalle acque impetuose).

Il vento rappresenta il momento della prova (Mt 7,25.27) e il mare indica le forze del caos sulle quali Dio esercita il suo potere, sia nell’esperienza della liberazione Gesù si rivela alla comunità dei suoi discepoli in mezzo alle difficoltà di un mare agitato e ne con­ferma la fede, liberandoli dalla paura e dal dubbio.

L’episodio di Pietro è una specie di catechesi sulla realtà del di­scepolo invitato ad affidarsi totalmente al suo Signore, anche nelle situazioni che mettono in crisi la sua adesione incrollabile di fede. In questo racconto notiamo l’incapacità di mantenere la fedeltà da parte di Pietro. Non sempre riusciamo ad essere fedeli alle nostre scelte e alle nostre vite. I discepoli ci insegnano quanto cammino c’è ancora da fare.

Una delle cose più belle e intime che devi custodire è quando trovi una 2 persona, un amico che ti dice: «Coraggio, sono io, non temere». Questa è l’essenza vera della vita. Riuscire o non aver paura delle persone a cui vogliamo bene. II resto conta ben poco.