Commento al Vangelo del giorno: 2 Dicembre 2016 – Mentre Gesù si allontanava

Il Vangelo di oggi: Mt 9,27-31

cieco-che-pregaMentre Gesù si allontanava di là, due ciechi lo seguivano urlando: «Figlio di Davide, abbi pietà di noi». Entrato in casa, i ciechi gli si accostarono, e Gesù disse loro: «Credete voi che io possa fare questo?». Gli risposero: «Sì, o Signore!». Allora toccò loro gli occhi e disse: «Sia fatto a voi secondo la vostra fede». E si aprirono loro gli occhi. Quindi Gesù li ammonì dicendo: «Badate che nessuno lo sappia!». Ma essi, appena usciti, ne sparsero la fama in tutta quella regione.

Commento al Vangelo di oggi:

Signore Gesù, accresci la nostra fede, e così nei giorni della nostra vita e nel giorno del tuo Avvento, ascolteremo, anche se sordi, la tua Parola; saremo liberati dall’oscurità e dalle tenebre, e i nostri occhi, anche se ciechi, vedranno. Noi «piccoli» ci rallegreremo nella novità del Signore, e noi «poveri tra i poveri» gioiremo nel Santo di Israele (Is 29,1719).

Molti si chiedono perché bisogna pregare quando Dio, che ci è Padre, e che in realtà conosce persino il numero dei nostri capelli, sa già tutto di noi. La risposta io credo che si trovi in una frase di san Tommaso d’Acquino. Egli afferma che la preghiera non viene presentata a Dio per fargli conoscere qualcosa che Egli non sa, ma per spingere verso Dio l’animo di chi prega. Senza questa spinta rischiamo di diventare dei figli autosufficienti che non amano il proprio padre. Il vangelo inizia sottolineando un fatto: “Mentre Gesù si allontanava”. Da dove si allontanava Gesù? Soltanto dal luogo in cui si trovava? O dal cuore dei due ciechi? Non capita forse anche a noi di percepire una certa distanza con Gesù? Per loro, e anche per noi, interviene la grazia di Dio che fa gridare: “Figlio di Davide, abbi pietà di noi”. Come non avvertire il dolore in questo grido di fronte ai tanti eventi che abbruttiscono il mondo? Ma questo è pure un grido di attesa, di non rassegnazione, di speranza. In qualche modo, dobbiamo ricreare l’uomo che sta in noi. Da dove il cristiano può ripartire? A chi rivolgersi se non al cuore di Gesù sempre rivolto a Dio, da cui egli stesso viene? Non a caso, recentemente il Papa ha sentito il bisogno di promuovere l’anno della fede, perché ogni battezzato possa tornare ad aprire la “porta della fede”. Essa, scrive Papa Benedetto, “introduce alla vita di comunione con Dio e permette l’ingresso nella sua Chiesa, sempre aperta per noi. E’ possibile oltrepassare quella soglia quando la Parola di Dio viene annunciata e il cuore si lascia plasmare dalla grazia che trasforma. Attraversare quella porta comporta immettersi in un cammino che dura tutta la vita”. Riscoprire la fede è in realtà ripartire per credere di più.