Commento al Vangelo del giorno – 20 agosto – Dicono e non fanno.

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+ Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù si rivolse alla folla e ai suoi discepoli dicendo:
«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Praticate e osservate tutto ciò che vi dicono, ma non agite secondo le loro opere, perché essi dicono e non fanno. Legano infatti fardelli pesanti e difficili da portare e li pongono sulle spalle della gente, ma essi non vogliono muoverli neppure con un dito.
Tutte le loro opere le fanno per essere ammirati dalla gente: allargano i loro filattèri e allungano le frange; si compiacciono dei posti d’onore nei banchetti, dei primi seggi nelle sinagoghe, dei saluti nelle piazze, come anche di essere chiamati “rabbì” dalla gente.
Ma voi non fatevi chiamare “rabbì”, perché uno solo è il vostro Maestro e voi siete tutti fratelli. E non chiamate “padre” nessuno di voi sulla terra, perché uno solo è il Padre vostro, quello celeste. E non fatevi chiamare “guide”, perché uno solo è la vostra Guida, il Cristo.
Chi tra voi è più grande, sarà vostro servo; chi invece si esalterà, sarà umiliato e chi si umilierà sarà esaltato».

 

Medita

Chi, secondo te, è più grande nel regno dei cieli? I di­scepoli discutevano su chi fosse il più grande nel regno dei cieli, mentre, senza dubbio, agli occhi di Dio è rite­nuto più grande chi si è dimostrato più umile, come ap­punto egli dice: «Chi si esalta sarà umiliato, e chi si umilia sarà esaltato». Perciò non a torto, per troncare una tale inutile contesa, «Gesù chiamò un bambino e lo pose in mezzo a loro e disse: “In verità vi dico, se non vi convertirete e non diventerete come bambini, non entrerete nel regno dei cieli. Perciò chiunque si farà piccolo come questo bambino, questi è più grande nel regno dei cieli”»

(CROMAZIO DI AQUILEIA, Commento a Matteo, in Scrittori dell’area santambrosiana, Roma 1990, vol. III/2, 379).