Commento al Vangelo del giorno – 20 Aprile – il Padre le ha dette a me.

Il Vangelo di oggi: Gv 12, 44-50

vita eternaIn quel tempo, Gesù esclamò: «Chi crede in me, non crede in me ma in colui che mi ha mandato; chi vede me, vede colui che mi ha mandato. Io sono venuto nel mondo come luce, perché chiunque crede in me non rimanga nelle tenebre. Se qualcuno ascolta le mie parole e non le osserva, io non lo condanno; perché non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo. Chi mi rifiuta e non accoglie le mie parole, ha chi lo condanna: la parola che ho detto lo condannerà nell’ultimo giorno. Perché io non ho parlato da me stesso, ma il Padre, che mi ha mandato, mi ha ordinato lui di che cosa parlare e che cosa devo dire. E io so che il suo comandamento è vita eterna. Le cose dunque che io dico, le dico così come il Padre le ha dette a me».

Commento al Vangelo del giorno:

Queste tue parole, Signore Gesù, mi istruiscono sul modo di comportarmi nel mondo. Il mondo è una realtà difficile, talvolta intrisa di peccato, e anch’io partecipo della tristezza del mondo: ma tu lo hai salvato e questa è la nostra speranza. Anche se a volte ci sembra giunto al limite del nulla, il mondo corre verso la bellezza e la bontà che tu ci hai rivelato.

“Io non sono venuto per condannare il mondo, ma per salvare il mondo”. A Gesù non interessa condannare nessuno, né fare la cernita per decidere chi deve salvarsi e chi invece dannarsi. Non è lui che compie questa scelta: il suo unico intento è quello di salvare tutta l’umanità. Per questo si è incarnato e fatto uomo: per condividere “con i suoi” un lembo di storia, per diventare luce la dove incombono le tenebre, dove la speranza staper cedere il passo alla rassegnazione e alla  disperazione. Gesù. Colui che sana e guarisce, togli dalla nostra carne il pungiglione della morte, ci riveste con la pienezza dell’eternità. In questo senso sono assai esplicative le parole di H.J.M. Nouwen: “Il grande mistero dell’incarnazione è che Dio ha preso in Gesù la carne umana, affinché ogni carne umana potesse essere rivestita della vita divina. Le nostre vite sono fragili e destinate a morte; ma poiché Dio, attraverso Gesù; ha condiviso la nostra vita fragile e mortale, la morte non è più la parola finale. La vita è diventata vittoriosa.” Ma la luce per disperdere le tenebre ha bisogno di un pertugio per entrare, di una piccola finestra socchiusa. Se ci chiudiamo, come gli interlocutori di Gesù, alle novità di Dio resteremo nella penombra, nel buio della notte, nell’oscurità dell’egoismo e della morte.