Commento al Vangelo del giorno – 20 Luglio – il seminatore uscì a seminare!

Il Vangelo di oggi: Mt 13, 1-9

Quel giorno Gesù uscì di casa e sedette in riva al mare. Si radunò attorno a lui tanta folla che egli salì su una barca e si mise a sedere, mentre tutta la folla stava sulla spiaggia. Egli parlò loro di molte cose con parabole. E disse: «Ecco, il seminatore uscì a seminare. Mentre seminava, una parte cadde lungo la strada; vennero gli uccelli e la mangiarono. Un’altra parte cadde sul terreno sassoso, dove non c’era molta terra; germogliò subito, perché il terreno non era profondo, ma quando spuntò il sole, fu bruciata e, non avendo radici, seccò. Un’altra parte cadde sui rovi, e i rovi crebbero e la soffocarono. Un’altra parte cadde sul terreno buono e diede frutto: il cento, il sessanta, il trenta per uno. Chi ha orecchi, ascolti».

parabola seminatore

Commento al Vangelo del giorno:

Il mistero di Gesù si può paragonare al mistero del seme gettato nella terra: «Il seme germoglia e l’uomo, dorma o vegli, il perché e il come non lo sa» (cf Mc 4,26-27). Gesù ha seminato il suo Regno nel mondo, ha seminato la sua Parola nel nostro cuore. Superando ogni difficoltà, questa Parola porta frutto. E il frutto è la vita stessa di Dio, perché ogni seme genera «ciascuno secondo la sua specie» (Gn 1,11).

Nella nostra esperienza sappiamo quanto sia importante la parola, attraverso la quale prendiamo coscienza di essere persone umane, comunichiamo ciò che pensiamo e sentiamo, riceviamo a nostra volta la comunicazione dell’altro, entriamo in contatto con il patrimonio culturale del passato, conosciamo mondi lontani dal nostro… La nostra stessa esperienza di fede ha al centro la parola, dal momento che Dio, si è fatto Parola perché noi potessimo entrare in relazione con lui. Ha accettato i limiti della parola umana pur di ‘dirsi’ e rivelarsi in un modo per noi comprensibile. Si è fatto così vicino alla nostra esperienza quotidiana che possiamo finire per confondere la sua voce con il brusìo del chiacchiericcio o con il frastuono di decine di decibel che marca la nostra ‘cultura’ del rumore. Il Signore ancora oggi ci viene incontro rivolgendo la parola a noi, a ciascuno personalmente. Perché anche quando Dio parla alla folla ha presente la persona, con la sua verità individuale. Ognuno di noi è conosciuto, amato, scelto. Ognuno di noi è oggetto di fiducia, come il campo sul quale il contadino sparge il seme senza parsimonia. Ad ognuno di noi Dio ripete l’invito all’amicizia, alla familiarità confidente con lui. Dio si impegna per primo e ci dice: «Non temere, io sarò con te». La sua presenza garantisce l’abbondanza del frutto.