Commento al Vangelo del giorno – 20 Novembre – La mia casa sarà casa di preghiera

Il Vangelo di oggi: Lc 19,45-48

gesu scaccia i mercantiIn quel tempo, Gesù, entrato nel tempio, si mise a scacciare quelli che vendevano, dicendo loro: «Sta scritto: “La mia casa sarà casa di preghiera”. Voi invece ne avete fatto un covo di ladri». Ogni giorno insegnava nel tempio. I capi dei sacerdoti e gli scribi cercavano di farlo morire e così anche i capi del popolo; ma non sapevano che cosa fare, perché tutto il popolo pendeva dalle sue labbra nell’ascoltarlo.

Commento al Vangelo di oggi:

Il tempio di Gerusalemme era casa di preghiera per tutti i popoli. Qui Israele poteva esercitare l’incarico di nazione santa e sacerdotale. Gesù, come ogni pio ebreo, fin dai dodici anni, saliva al tempio in pellegrinaggio. Era una salita fisica, per indicare la salita spirituale, in dialogo con il Padre: «Io devo occuparmi delle cose del Padre mio». Gesù parla di un tempio nuovo, quello del suo corpo risuscitato. Proprio uniti al suo corpo i credenti rendono a Dio un culto in Spirito e verità.

Gesù, “entrato nel tempio” scaccia chi in quel luogo sacro fa mercato. Poi richiama alla verità delle Scrittura ricordando in particolare che “La mia casa sarà casa di preghiera”. E qui casca l’asino. Infatti, molti istintivamente sono portati a credere che pregare sia noioso e inutile, una perdita di tempo. Invece, pregare è l’unica soluzione per essere fedeli alla vita cristiana. La preghiera è come la fiamma che, in modo lento ma sempre vivo, arde sotto la cenere del nostro vivere quotidiano (abitudini, imprevisti, incomprensioni, malattie, lutti, ecc.). Essa riscalda lentamente l’anima, brucia le nostre paure e le trasforma in opportunità e speranza. In merito, Papa Francesco ha affermato in una bella omelia: «…Gesù ci dice: “C’è un Padre. C’è un Padre che vi ama. C’è un Padre che ha cura di voi”». E c’è un solo modo per evitare il contagio, sostiene Papa Francesco. È la strada indicata da Gesù: pregare. L’unica soluzione, conclude, per non cadere in quell’ “atteggiamento farisaico che non è né luce né tenebre”, ma è “a metà” di un cammino che “mai arriverà alla luce di Dio”: “Preghiamo. Preghiamo tanto. ‘Signore, custodisci la tua Chiesa, che siamo tutti noi: custodisci il tuo popolo, quello che si era radunato e si calpestavano tra loro, a vicenda. Custodisci il tuo popolo, perché ami la luce, la luce che viene dal Padre, che viene da Tuo Padre, che ha inviato Te per salvarci. Custodisci il tuo popolo perché non divenga ipocrita, perché non cada nel tepore della vita. Custodisci il tuo popolo perché abbia la gioia di sapere che c’è un Padre che ci ama tanto”. La preghiera permette a Gesù non solo di entrare, ma di restare in noi. E qualunque cosa accada, Egli ci impedisce di fermarci e di chiuderci nel nostro peccato.