Commento al Vangelo del giorno – 20 Ottobre 2016 – Se Gesù chiede di scegliere

Il Vangelo di oggi: Lc 12,49-53

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Sono venuto a portare il fuoco sulla terra; e come vorrei che fosse già acceso! C’è un battesimo che devo ricevere; e come sono angosciato, finché non sia compiuto! Pensate che io sia venuto a portare la pace sulla terra? No, vi dico, ma la divisione. D’ora innanzi in una casa di cinque persone si divideranno tre contro due e due contro tre; padre contro figlio e figlio contro padre, madre contro figlia e figlia contro madre, suocera contro nuora e nuora contro suocera».

fuoco

Commento al Vangelo di oggi:

Sono venuto a gettare il fuoco Gesù è venuto a gettare il fuoco sulla terra, per bruciare il peccato, ma soprattutto per riscaldare e salvare. Il fuoco, nella Bibbia, è un segno della presenza di Dio, del giudizio di Dio che purificherà tutto, del dono dello Spirito di Dio che «rinnova la faccia della terra» (Sal 103,30). Luca raccoglie, per la Chiesa, le parole del Maestro e ci permette di gettare uno sguardo nelle profondità del disegno di Dio, annunciato dai Profeti e compiuto in Cristo Gesù

Gesù, credenti o atei, cristiani o non cristiani, è comunemente conosciuto come simbolo di mitezza e di pace universale, in questo brano, invece, il tono sembra decisamente diverso. Allora, che dire? Non c’è da scandalizzarsi se Gesù ci chiede scegliere. Se siamo divisi dentro di noi non possiamo comunicare nessuna bellezza, nessuna novità, nessuna speranza. A conferma di questo, vi trascrivo un aneddoto raccontato da Madre Teresa di Calcutta: “Alcune settimane fa, due giovani sono venuti alla nostra casa dandomi molto denaro per nutrire la gente. A Calcutta prepariamo pasti per 9.000 persone al giorno. Volevano che il denaro fosse speso per nutrire questa gente. Chiesi loro: “Dove avete trovato così tanto denaro?”. Ed essi risposero: “Ci siamo sposati due giorni fa. Prima del matrimonio abbiamo deciso che non avremmo avuto abiti da matrimonio, e neppure feste. Diamo a voi il nostro denaro”. Per un indù di alto ceto sociale questo è uno scandalo. Molti furono sbalorditi nel vedere che una famiglia così elevata non avesse abiti e festeggiamenti per il matrimonio. Poi chiesi loro: “Perché avete fatto questo?”. Ed ecco la strana risposta che mi diedero: “Ci amiamo a tal punto che volevamo donare qualcosa ad un altro per cominciare la nostra vita insieme con un sacrificio”. Mi ha colpito moltissimo vedere come queste persone fossero affamate di Dio. Un modo per concretizzare l’amore l’uno per l’altra era di fare questo grandissimo sacrificio. Sono sicura che voi non capite che cosa significhi questo. Ma nel nostro paese, in India, sappiamo che cosa significhi non avere abiti e feste per il matrimonio. Tuttavia questi due giovani hanno avuto il coraggio di comportarsi così. Questo è davvero amore in azione”.