Commento al Vangelo del giorno – 20 Settembre – Famigliari di Dio

Il Vangelo di oggi: Lc 8,19-21

In quel tempo, andarono da Gesù la madre e i suoi fratelli, ma non potevano avvicinarlo a causa della folla. Gli fu annunziato: «Tua madre e i tuoi fratelli sono qui fuori e desiderano vederti». Ma egli rispose: «Mia madre e miei fratelli sono coloro che ascoltano la parola di Dio e la mettono in pratica».

Commento al Vangelo del giorno:

La Parola di Dio la troviamo viva nella Sacra Scrittura e nel sacramento dell’Eucaristia. Leggiamo la Scrittura «con l’aiuto dello stesso Spirito mediante il quale è stata scritta» (Dei Verbum) e leggiamola in compagnia di Maria che ha visto crescere la Parola di Dio. Dice san Gregorio Magno: «Noi cresciamo nell’amore di Dio e del prossimo quando facciamo crescere in noi la conoscenza della Scrittura, e le domande rivolte alla Parola di Dio, mentre la leggiamo, hanno risposte proporzionate alla maturità del lettore».

gesu e i suoi fratelliL’ascolto attento della Parola di Dio genera in noi un miracolo, forse il più grande, quello che valica ogni confine e ogni limite: quello di diventare famigliari di Dio, madre, fratello, sorella di Gesù. Mistero che ci avvolge, incontro tra ciò che è infinitamente grande e ciò che è infinitamente piccolo. La Parola ascoltata e messa in pratica fa crescere dentro di noi una nuova mentalità, rigenera il lievito facendolo diventare nuovo, ci rende otri capaci di contenere la forza del vino appena spremuto. Il Vangelo, letto e meditato ogni giorno, tesse dentro di noi l’icona di Gesù, il suo volto, i suoi sentimenti. “Nel Medioevo spesso Maria è raffigurata in ginocchio di fronte al bambino nella greppia mentre lo adora. In queste figure gli artisti esprimono quanto Luca ha espresso con i cinque verbi: essa ha dato alla luce, ha avvolto, ha deposto, ha serbato e ha meditato. Maria sente il mistero di questa nascita. Ripensa sempre nel proprio cuore quanto è accaduto. Medita il mistero del proprio figlio per rendersi conto di questo bambino. Maria è per Luca la donna che crede”. (A. GRON, Natale celebrare un nuovo inizio, Brescia 1999, 126 s.). Cosi, nella semplicità, pieghiamo anche noi le ginocchia, ascoltiamo ciò che tanti uomini giusti avrebbero desiderato udire, lasciamoci guidare da quella mano intessuta d’amore, contempliamo il Verbo che per noi diventa carne, evento di salvezza. Poi, giù, ci attende la valle, gli uomini, la storia di ogni giorno. Ci attende un nuovo miracolo: chi ci sta accanto diventa fratello, il forestiero un volto famigliare, il nemico una persona da perdonare e da amare.