Commento al Vangelo del giorno: 21 Novembre 2017 – Vedere Gesù

Il Vangelo di oggi: Lc 19,1-10

Entrato in Gerico, attraversava la città. Ed ecco un uomo di nome Zaccheo, capo dei pubblicani e ricco, cercava di vedere quale fosse Gesù, ma non gli riusciva a causa della folla, poiché era piccolo di statura. Allora corse avanti e, per poterlo vedere, salì su un sicomoro, poiché doveva passare di là. Quando giunse sul luogo, Gesù alzò lo sguardo e gli disse: «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». In fretta scese e lo accolse pieno di gioia. Vedendo ciò, tutti mormoravano: «È andato ad alloggiare da un peccatore! ». Ma Zaccheo, alzatosi, disse al Signore: «Ecco, Signore, io do la metà dei miei beni ai poveri; e se ho frodato qualcuno, restituisco quattro volte tanto ». Gesù gli rispose: «Oggi la salvezza è entrata in questa casa, perché anch’egli è figlio di Abramo; il Figlio dell’uomo infatti è venuto a cercare e a salvare ciò che era perduto».

Contemplo:

Rallegrati, figlia di Sion
«Rallegrati, esulta, figlia di Sion, perché, ecco, io vengo ad abitare in mezzo a te» (Zc 2,14). Nella figlia di Sion contempliamo Maria che accoglie il Verbo di Dio venuto fra noi per salvarci. In Maria si compie il mistero di una unione stretta e indissolubile tra Dio e l’uomo. Questa è la fonte della sua gioia, ed è la stessa fonte che allieta noi, che in Maria abbiamo la stella del mare che ci guida a Gesù, il Figlio di Dio.

Commento al Vangelo del giorno:

Le letture di oggi ci invitano a confrontarci con noi stessi e a discernere se tutto ciò che facciamo è secondo il cuore di Cristo. Il Buon Pastore si preoccupa che ogni sua pecorella viva nella pienezza dell’amore. Egli si attende da ognuno di noi la conversione del cuore affinché sia capace di compiere tutto per amore e nell’amore. Questa conversione può aver luogo solo se le porte del cuore si aprono fiduciosamente a Colui che è l’Amore e ha la pienezza dei doni, i sette spiriti e le sette stelle. Solo uniti a Lui la nostra vita darà veramente frutto e saremo pienamente felici.
Vedere Gesù. Cosa ci spinge? Poco importa: la curiosità, un bisogno impellente, un’esistenza vuota da rivestire con il lino del significato. Poveri o ricchi, storpi o ciechi, tutti abbiamo bisogno di vedere il Signore che passa sotto l’albero della nostra quotidianità. «Zaccheo, scendi subito, perché oggi devo fermarmi a casa tua». La mia casa, povera e disadorna, diventa luogo d’incontro dove cadono tante ipocrisie, le molteplici incomprensioni; si frantumano gli otri accumulati nello scorrere dei giorni passati al tavolo delle imposte. Sul desco imbandito il pane si spezza, i pesci si moltiplicano, la vita diventa dono. Vengono deposte le vesti dell’orgoglio, il fasto di un “di più” che non mi appartiene, il bisso della vanità. E mentre una nuova vita sta per nascere e l’esile corpo si cinge il grembiule del servizio, il Signore della vita mi sussurra: “Oggi la salvezza è entrata in questa casa”.