Commento al Vangelo del giorno – 21 Ottobre 2016 – I segni del proprio tempo

Il Vangelo di oggi: Lc 12,54-59

In quel tempo, Gesù diceva ancora alle folle: «Quando vedete una nuvola salire da ponente, subito dite: Viene la pioggia, e così accade. E quando soffia lo scirocco, dite: Ci sarà caldo, e così accade. Ipocriti! Sapete giudicare l’aspetto della terra e del cielo, come mai questo tempo non sapete giudicarlo? E perché non giudicate da voi stessi ciò che è giusto? Quando vai con il tuo avversario davanti al magistrato, lungo la strada procura di accordarti con lui, perché non ti trascini davanti al giudice e il giudice ti consegni all’esecutore e questi ti getti in prigione. Ti assicuro, non ne uscirai finché non avrai pagato fino all’ultimo spicciolo».

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Commento al Vangelo di oggi:

Il verbo «giudicare» si deve intendere anche nel senso di «considerare », «studiare» il tempo e il mondo in cui viviamo. Il rimprovero di Gesù, che ci chiama ironicamente «ipocriti», attori che fingono sulla scena di questo mondo, attori che vogliono «apparire» senza «essere», è un insegnamento per farci capire che è importante lo studio e la considerazione del creato, come è ancora più importante lo studio e la considerazione del Vangelo e del regno di Dio.

Gesù ci insegna, nel Vangelo di oggi, che è importante capire i segni del proprio tempo, perché dentro le pieghe degli avvenimenti e dei fatti si può comprendere il piano di Dio, la sua volontà. Egli è il Signore della storia e con il suo amore, la sua provvidenza agisce dentro ogni tempo. E chiama ciascuno di noi, dentro questo tempo che ci è dato, a leggere i segni di salvezza che caratterizzano il nostro oggi. La chiave di lettura che dobbiamo usare per comprendere la realtà, l’oggi che ci può salvare o dannare è e rimane la Parola di Dio. Attraverso l’ascolto attento degli insegnamenti del Signore, comprendiamo che la nostra vocazione è proprio quella di diventare segni di salvezza per tutti coloro che incontriamo. Con il nostro agire, trasformato dalla Parola che salva, diventiamo “lievito nuovo”, segni di rinnovato, fermento in grado di far lievitare i tratti di morte, di cattiveria e di disperazione in impronte di risurrezione, di bontà, di speranza, preludio del Regno, della definitiva signoria di Dio sulla storia degli uomini. E il segno inequivocabile che l’aurora di un nuovo giorno sta per sorgere rimane la testimonianza di un amore fraterno: “Da ciò tutti riconosceranno che siete miei discepoli, se vi amerete l’un l’altro”.