Commento al Vangelo del giorno – 21 Ottobre – molto sarà chiesto!

Il Vangelo di oggi: Lc 12,39-48

PreghieraIn quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli: «Cercate di capire questo: se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro, non si lascerebbe scassinare la casa. Anche voi tenetevi pronti perché, nell’ora che non immaginate, viene il Figlio dell’uomo».Allora Pietro disse:«Signore, questa parabola la dici per noi o anche per tutti?». Il Signore rispose: «Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi. Ma se quel servo dicesse in cuor suo: “Il mio padrone tarda a venire”, e cominciasse a percuotere i servi e le serve, a mangiare, a bere e a ubriacarsi, il padrone di quel servo arriverà un giorno in cui non se l’aspetta e a un’ora che non sa, lo punirà severamente e gli infliggerà la sorte che meritano gli infedeli. Il servo che, conoscendo la volontà del padrone, non avrà disposto o agito secondo la sua volontà, riceverà molte percosse; quello invece che, non conoscendola, avrà fatto cose meritevoli di percosse, ne riceverà poche. A  chiunque fu dato molto, molto sarà chiesto; a chi fu affidato molto, sarà richiesto molto di più».

Commento al Vangelo di oggi:

Gesù «verrà nella gloria, per giudicare i vivi e i morti, e il suo regno non avrà fine». Egli ci ammonisce, ricordandoci i ladri, sempre presenti: «Se il padrone di casa sapesse a quale ora viene il ladro.., voi tenetevi pronti!»; «Se non sarai vigilante, verrò come un ladro… Ecco, io vengo come un ladro. Beato chi è vigilante» (Ap 3,3; 16,15). Gesù viene a salvarci e a perdonare i nostri peccati, «perché non vuole che alcuno si perda, ma che tutti abbiano modo di pentirsi»

In ogni parte del mondo ci sono persone che esercitano l’autorità politica o religiosa in modi diversi. Alcuni in modo autoritario (la storia è piena di tiranni, di dittatori, di sacerdoti che hanno abusato della loro vocazione per compiere il male), altri invece in modo servizievole (molti sono diventati santi, ma parecchi li conosce soltanto Dio). Dov’è il punto che fa la differenza? Nella Croce. Papa Francesco in una bella omelia ha affermato: “Dio si è fatto uomo e si è addossato il peccato…”
La strada del cristiano è abbassarsi come Gesù sulla Croce. Gesù, ha detto Francesco, “annientò se stesso, si è fatto peccato per noi, Lui che non conosceva peccato”. Questo, ha commentato, “è il mistero, possiamo dire: ‘Si è fatto come un serpente’, brutto”: “Quando guardiamo Gesù sulla Croce, ma ci sono bei dipinti, ma la realtà è un’altra: era strappato tutto, insanguinato dai nostri peccati. Questa è la strada che Lui ha preso per vincere il serpente nel suo campo. Guardare la Croce di Gesù, ma non quelle croci artistiche, ben dipinte: guardare la realtà, cosa era la croce in quel tempo. E guardare il suo percorso e a Dio, che annientò se stesso, si abbassò per salvarci. Anche questa è la strada del cristiano. Se un cristiano vuole andare avanti sulla strada della vita cristiana deve abbassarsi, come si è abbassato Gesù. E’ la strada dell’umiltà, sì, ma anche di portare su di sé le umiliazioni come le ha portate Gesù”. Oggi Gesù ci chiede di agire come l’amministratore ritratto nel Vangelo di oggi: “Chi è dunque l’amministratore fidato e prudente, che il padrone metterà a capo della sua servitù per dare la razione di cibo a tempo debito? Beato quel servo che il padrone, arrivando, troverà ad agire così. Davvero io vi dico che lo metterà a capo di tutti i suoi averi”.