Commento al Vangelo del giorno: 22 Agosto 2018 – Giustizia e misericordia

Dal Vangelo secondo Matteo

In quel tempo, Gesù disse ai suoi discepoli questa parabola: «Il regno dei cieli è simile a un padrone di casa che uscì all’alba per prendere a giornata lavoratori per la sua vigna. Si accordò con loro per un denaro al giorno e li mandò nella sua vigna. Uscito poi verso le nove del mattino, ne vide altri che stavano in piazza, disoccupati, e disse loro: “Andate anche voi nella vigna; quello che è giusto ve lo darò”. Ed essi andarono. Uscì di nuovo verso mezzogiorno, e verso le tre, e fece altrettanto. Uscito ancora verso le cinque, ne vide altri che se ne stavano lì e disse loro: “Perché ve ne state qui tutto il giorno senza far niente?”. Gli risposero: “Perché nessuno ci ha presi a giornata”. Ed egli disse loro: “Andate anche voi nella vigna”.
Quando fu sera, il padrone della vigna disse al suo fattore: “Chiama i lavoratori e da’ loro la paga, incominciando dagli ultimi fino ai primi”. Venuti quelli delle cinque del pomeriggio, ricevettero ciascuno un denaro. Quando arrivarono i primi, pensarono che avrebbero ricevuto di più. Ma anch’essi ricevettero ciascuno un denaro. Nel ritirarlo, però, mormoravano contro il padrone dicendo: “Questi ultimi hanno lavorato un’ora soltanto e li hai trattati come noi, che abbiamo sopportato il peso della giornata e il caldo”. Ma il padrone, rispondendo a uno di loro, disse: “Amico, io non ti faccio torto. Non hai forse concordato con me per un denaro? Prendi il tuo e vattene. Ma io voglio dare anche a quest’ultimo quanto a te: non posso fare delle mie cose quello che voglio? Oppure tu sei invidioso perché io sono buono?”. Così gli ultimi saranno primi e i primi, ultimi».

Parola del Signore

 

Meditazione “GIUSTIZIA E MISERICORDIA”

Il Vangelo di Matteo pone al centro una delicatissima questione, legata ad uno di quelli che sono i mali della nostra società e, che, per riflesso, condizionano e contaminano la vita di ogni cristiano. Si tratta “dell’invidia”. Difatti, di sottofondo all’intera vicenda del padrone, degli operai e della vigna si nasconde il sottile filo nero dell’invidia, che annebbia ogni logica di giustizia e di rispetto umano, da un lato, e dall’altro, cancella tutto l’insegnamento di Gesù incentrato sull’amore per i fratelli. L’invidia è il “male dei mali” , che fin dall’origine della storia della salvezza ha segnato le vicende dell’uomo. All’origine vi è l’invidia perché l’uomo voleva essere come Dio. E’ chiaro poi, come questo male, se lo vediamo applicato nelle diverse realtà della vita quotidiana a tutti i livelli, generi situazioni difficili e di divisione. Pensiamo a tante famiglie, agli ambienti di lavoro, all’ambito scolastico, alle comunità di ogni genere e specie. L’invidia è l’opposto dell’amore evangelico, è l’opposto della pace, della giustizia, i quali altro non sono che i diversi nomi attraverso cui Dio si è manifestato nel corso della storia. Questa riflessione ci conduce a un attento e serio esame di coscienza sulla nostra vita quotidiana e ci interroga su come e quanto questo sentimento abiti nei nostri cuori e, soprattutto, verso quali effetti negativi spinga e conduca il nostro agire. Non vi può essere cristiano autentico, se in lui abita l’invidia; non vi può essere misericordia vera, se nel cuore di questo o quel cristiano abita il seme dell’invidia.

PREGHIERA

Signore Gesù, liberami dall’invidia; Signore è un atteggiamento tanto naturale e a volte normale, che si nasconde e si mimetizza tra le pareti del mio cuore, e solo dopo troppo tempo mi rendo conto dei danni irreparabili che fa: perdonami! Signore, liberami dall’invidia; non ti chiedo altro!