Commento al Vangelo del giorno – 22 Marzo 2017 – Gesù è il compimento dell’amore

Il Vangelo di oggi: Mt 5,17-19

ascensione gesùNon pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento. In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto. Chi dunque trasgredirà uno solo di questi precetti, anche minimi, e insegnerà agli uomini a fare altrettanto, sarà considerato minimo nel regno dei cieli. Chi invece li osserverà e li insegnerà agli uomini, sarà considerato grande nel regno dei cieli.

Commento al Vangelo del giorno:

«Il Signore, nostro Dio, è vicino a noi ogni volta che lo invochiamo » (Dt 4,7). Questa profonda verità dovremmo tenerla sempre nel cuore, poiché ci ricorda che il cielo in cui Dio ha scelto di abitare è quello della nostra anima. Con l’incarnazione del Verbo, egli si è fatto più intimo a noi di noi stessi, è dentro di noi. Quando lo invochiamo, ci rivolgiamo a colui che è sempre con noi.

Gesù non è venuto ad abolire la legge ma a portarla a compimento. In Lui le Parole di vita che già troviamo come tracce nell’Antico Testamento diventano carne, diventano cioè presenza viva ed efficace. Dice San Giovanni: “E il Verbo si è fatto carne”, la Parola si è fatta storia, cammina con pienezza in mezzo a noi. Perché Gesù è la parola dell’eterno che diventa tempo, la parola di Colui che ha creato ogni cosa con il suo disse. Questo “dire” arcaico che ha dato origine a tutto trova in Gesù la sua concretezza affinché noi possiamo incontrarlo faccia a faccia, possiamo sentirlo, farlo diventare parte di noi. Gesù è il compimento perché porta con se tutta la storia dell’Antico Testamento, la realizza in se stesso; ma va anche oltre, perché in Gesù non c’è più un solo popolo, una sola parte o porzione dell’umanità.
Dio si fa uomo e facendosi uomo abbraccia tutta l’umanità. Il compimento non è più solo il Dio di Abramo, di Isacco, d’Israele come nell’Antico Testamento; è il Dio di ogni uomo, di tutti i popoli e in modo particolare di coloro che soffrono, sono nel bisogno, vivono ai margini o sono avvolti dalle tenebre del male. Gesù è questo: il compimento dell’amore di Dio, il compimento della sua Misericordia.