Commento al Vangelo del giorno: 22 Novembre 2018 – Fermarsi e domandarsi dove stiamo andando

Il Vangelo di oggi: Lc 19,41-44

“Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi”

riflettereIn quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi. Per te verranno giorni in cui i tuoi nemici ti circonderanno di trincee, ti assedieranno e ti stringeranno da ogni parte; distruggeranno te e i tuoi figli dentro di te e non lasceranno in te pietra su pietra, perché non hai riconosciuto il tempo in cui sei stata visitata».

Contemplo:

Esperienze nuove:
La comunione con Dio fonda e stimola nel cristiano la comunione con gli uomini, la quale non può rimanere una pia aspirazione, ma va tradotta in sensibilità nuova, in comportamenti comunitari, in impegno di fraternità, in ricerca di strutture e di clima capaci di esprimerla ad ogni livello dell’esistenza cristiana. Tutto ciò implica la realizzazione di esperienze nuove di partecipazione, di dialogo, di collaborazione, dove tutti possono approfondire la propria fisionomia personale e la propria fedecon il contributo sincero dei fratelli e dove tutti si sentano corresponsabili della vita degli altri, del destino del mondo, del diffondersi del Vangelo nel regno di Dio.

Commento al Vangelo del giorno:

In quel tempo, Gesù, quando fu vicino a Gerusalemme, alla vista della città pianse su di essa dicendo: «Se avessi compreso anche tu, in questo giorno, quello che porta alla pace! Ma ora è stato nascosto ai tuoi occhi ». Il pianto di Gesù nel Vangelo di oggi ci toglie le parole. Forse la vita è davvero una cosa seria, e forse non avremo sempre il tempo per capire e raddrizzare il tiro. C’è per ciascuno di noi un punto di non ritorno. Un punto superato dal quale non possiamo più tornare indietro. Ma oggi forse possiamo fermarci e domandarci dove stiamo andando, che cosa vogliamo veramente, che senso ha la nostra vita. Quando abbiamo il coraggio di porci queste domande, significa che abbiamo il coraggio di interrogarci su Dio, perché Dio è l’unico che può rispondere a queste domande che riempiono tutta la nostra vita. Vivere senza di lui o lontani da lui significa vivere lontani da una risposta per cui valga la pena vivere. Lontani da lui raccogliamo solo vuoto e distruzione e senza di lui ci sentiamo assurdi come una città di cui non rimane nemmeno pietra su pietra.